27/06/2019

Georges Franju conquista la Sala Mastroianni: ha inizio la retrospettiva sui corti del regista francese

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Dal 26 giugno in Sala Mastroianni le proiezioni della sezione “Georges Franju: documentario oltre il reale”. Introduce il primo appuntamento il critico e storico francese Bernard Eisenschitz

Dopo il debutto di sabato 22 al Cinema Modernissimo con Notre-Dame, Cathédrale de Paris (1957), il 26 giugno la retrospettiva sul regista francese Georges Franju è sbarcata in Sala Mastroianni per la presentazione ufficiale della rassegna e la proiezione dei primi tre corti, Le Sang des bêtes (1948), La Première nuit (1958) e Le Métro (1935). 

Ad introdurre i film il critico e storico francese Bernard Eisenschitz, che ha esordito omaggiando due grandissime personalità del mondo del cinema recentemente scomparse. Il giornalista ha infatti ricordato lo svizzero Freddy Buache – grandissimo studioso ed estimatore della produzione di Franju – e l’attrice francese Edith Scob, musa ispiratrice del regista e star indiscussa del suo film Les Yeux sans visage (1960). 

Eisenschitz ha poi continuato il suo discorso con una panoramica sulla vita di Franju, una vita dedicata in tutto e per tutto alla passione per la settima arte. “Georges Franju è stato una figura prominente del cinema francese, e del cinema in generale. A lui e a Henri Langlois si deve la fondazione della Cinémathèque Française, uno dei più vasti archivi cinematografici del mondo.” 

Il critico ha successivamente analizzato la produzione del cineasta, soffermandosi in particolare sui cortometraggi. “Il corto diventò il suo marchio di fabbrica, e sicuramente i suoi lavori contribuirono in modo sostanziale alla rivalutazione di questo genere. In una ventina di minuti o poco più Franju riusciva a fotografare in maniera precisa il presente. Era un testimone impeccabile, ha narrato della scoperta degli omicidi di massa, della distruzione del pianeta. Cercava il perturbante, cercava di provocare uno spaesamento nello spettatore.”

Emozioni simili sono facilmente riscontrabili nel primo dei tre corti proiettati in Sala Mastroianni,  Le Sang des bêtes. Violento, brutale, spietato nel rappresentare con estremo realismo il rituale della macellazione animale nella Parigi del 1949. Franju non risparmia nessuno dei cruenti passaggi che portano cavalli, mucche, pecore e vitelli verso un infausto e triste destino, ed è impossibile non lasciarsi travolgere dalla potenza e dalla schiettezza delle immagini. 

Decisamente meno amari i successivi La Première nuit e Le Métro, entrambi accomunati dallo sfondo della metropolitana francese con i suoi frenetici viavai e saliscendi, nei quali è facile perdersi ed evadere dal quotidiano, da una vita in superficie forse fin troppo prevedibile. E a fine proiezione è riecheggiata in sala una citazione di Franju riportata da Eisenschitz in apertura: “Il bizzarro è solo ciò che è familiare, ma che improvvisamente appare in una nuova luce.”

La retrospettiva su Franju continua giovedì 27 e sabato 29 giugno in Sala Mastroianni. 

Report di Michele Persici
Nell’ambito del corso di Alta Formazione per redattore multimediale e crossmediale, nel progetto di formazione della Cineteca di Bologna.