23/06/2022

Un festival, tanti formati

Lo sappiamo bene: al Cinema Ritrovato la visione degli oltre 300 film in programma diventa anche l’occasione per scoprire una grandissima varietà di formati di proiezione più o meno rari, che rendono l’esperienza del cinema in sala ancora più preziosa e sorprendente. Non a caso il festival dedica ogni anno una sezione proprio ai film in formati meno classici, che quest’anno ci permetterà, tra le altre cose, di riscoprire – nel suo centenario – il formato Pathé Baby in 9,5 mm.

Quest’anno abbiamo diviso la sezione in due parti. Nella prima ci rechiamo in Germania per presentare un singolarissimo archivio cinematografico che ha sede all’Università di Paderborn. Creato agli inizi degli anni Duemila da Annette Brauerhoch, raccoglie esclusivamente le opere di cineaste sperimentali provenienti dall’area germanofona. Qui presentiamo una selezione di film realizzati tra gli anni Sessanta e i Duemila. La combinazione di tre programmi offrirà l’occasione di scoprire film underground e sperimentali dell’area di lingua tedesca che in alcuni casi sono passati inosservati nel loro paese di produzione. Filmmaker come Ute Aurand, Christine Noll Brinckmann, Elfi Mikesch, Pola Reuth e molte altre si sono battute contro l’immaginario conservatore e reazionario della produzione cinematografica tradizionale. La loro missione era attaccare la rappresentazione stereotipata dei ruoli di genere nel cinema mainstream e ampliare la visione dominante della sessualità e dell’estetica femminile.

Un’altra proposta di quest’anno è direttamente collegata a queste dinamiche. È la presentazione di un progetto di restauro realizzato dalla Kinothek Asta Nielsen di Francoforte sotto la guida dell’ex direttrice Karola Gramann. Il film queer punk sperimentale austriaco Rote Ohren fetzen durch Asche (Flaming Ears) fu realizzato nel 1991 in formato Super8 da Ursula Pürrer, Dietmar Schipek e Ashley Hans Scheirl (che quest’anno rappresenterà l’Austria alla Biennale di Venezia insieme a Jakob Lena Knebl). Grazie alla Kinothek Asta Nielsen il film è ora nuovamente pronto per il grande schermo dopo un lungo ed elaborato restauro digitale.

Nella seconda parte celebriamo – dicevamo – i cent’anni del formato 9,5mm. Nel 1922 Charles Pathé presentò il mitico sistema home movie chiamato Pathé-Baby. La pellicola 9,5mm era all’epoca il formato cinematografico più compatto e fu usata per distribuire nel circuito domestico film commerciali già usciti al cinema. In seguito fu introdotta anche una cinepresa. Al festival presenteremo quattro sessioni con versioni di film significativi distribuite in 9,5mm attraverso il catalogo Pathéscope.

Lichtspiel / Kinemathek Bern presenterà due programmi di copie d’epoca proiettate con un apposito proiettore 9,5mm. Altri due programmi verranno presentati in formato digitale dalla Fondation Jérôme Seydoux-Pathé e da INEDITS, che curerà anche tre brevi compilation di 9,5mm amatoriali, grazie alle quali attraverseremo l’Italia e visiteremo la Bologna del passato. Potremo così apprezzare alcuni pezzi forti delle collezioni 9,5mm degli archivi cinematografici europei.

Ma l’esperienza del cinema fuori formato non si limita alla sezione dedicata, ma invade anche altre aree del festival. È il caso delle mitiche proiezioni in 35mm con lanterna a carbone, che quest’anno ci permetteranno di ammirare, nella romantica cornice di Piazzetta Pasolini e con accompagnamento musicale dal vivo, il restauro del primo documentario d’autore della storia del cinema, Nanook of the North, le splendide immagini della Sardegna di Cainà ovvero l’isola e il continente con Maria Jacobini (presentato in combinazione con la sorprendente pubblicità anni Venti di una tintura per vestiti!) e una selezione con il meglio dei corti del 1902 che include il Viaggio sulla luna di Méliès.