Seriamente divertenti. I film di Leo McCarey

Programma a cura di Steve Massa

 

Fin dagli anni Venti, quando si fece le ossa negli Hal Roach Studios lavorando con Stanlio e Ollio e Charley Chase, Leo McCarey si concentrò sempre sulle persone e su ciò che in una conversazione con Peter Bogdanovich definì “l’ineluttabilità degli incidenti”.
Piccoli intoppi si trasformavano in ostacoli insormontabili e le stravaganze, le manie e i peccatucci dei personaggi fin troppo umani di McCarey entravano in collisione tra loro creando un inarrestabile effetto a catena. Grazie a questa “teoria comica delle particelle”, l’ironia dolceamara di McCarey produsse alcune tra le più memorabili commedie brillanti degli anni Trenta, come Duck Soup (1933), Ruggles of Red Gap (1935) e The Awful Truth (1937), drammi romantici come Love Affair (1939) e il relativo remake An Affair to Remember (1957) e indagini più cupe sulla natura umana in Make Way for Tomorrow (1937), Good Sam (1948) e My Son John (1952).
Per molti anni McCarey fu il regista preferito dell’élite comica di Hollywood – i Fratelli Marx, W.C. Fields, Mae West, Harold Lloyd, Jack Oakie, Eddie Cantor e Burns & Allen. Ben prima che esistessero le scuole di regia, ai tempi di McCarey e di Frank Capra, John Ford, William Wyler e Howard Hawks si imparava il cinema facendolo, ed erano le esperienze personali e i differenti inizi di carriera a dar sapore alle storie e a guidare le scelte tematiche. Passando per lo sport e per la professione di avvocato prima di approdare al cinema, McCarey era entrato in contatto con un’umanità ricca e varia, e come Frank Capra si divertì a rappresentarla sullo schermo in tutta la sua gloria, valorizzando caratteristi degli Hal Roach Studios come Jimmy Finlayson e Spec O’Donnell. Molti attori di Roach, tra cui Edgar Kennedy, Harry Bernard, Lucien Littlefield e Sam Lufkin, seguirono McCarey come una sorta di portafortuna nei suoi film successivi, dove furono affiancati da grandi caratteristi di Hollywood come Adolph Menjou, Barry Fitzgerald, ZaSu Pitts, Charles Ruggles, Roland Young, Victor Moore, Beulah Bondi, Mary Boland e il cane Asta.
Che i suoi antieroi e le sue antieroine fossero Stanlio e Ollio, Cary Grant e Irene Dunne oppure padre Bing Crosby e suor Ingrid Bergman, McCarey attraversò lo slapstick muto, la screwball comedy, la commedia romantica, il melodramma sentimentale e perfino il film di argomento religioso, riuscendo nel suo personalissimo modo a far deragliare ciascuno di questi generi. Sceneggiatore, produttore e regista (con un debole per il pianoforte, che suonava tra una ripresa e l’altra alla ricerca d’ispirazione), per trent’anni McCarey creò un universo cinematografico che non solo fu baciato dal successo ma fece di lui uno dei registi più segretamente personali di Hollywood.

Steve Massa

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