27/06/2018

‘Tarzan of the Apes’, la prima volta dell’uomo-scimmia sul grande schermo

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Martedì 26 giugno il pubblico di Sala Mastroianni ha potuto assistere alla proiezione di Tarzan of the Apes, film muto del 1918 di Scott Sidney, prima trasposizione cinematografica con protagonista il  personaggio uscito dalla penna dell’americano Edgar Rice Borroughs.

Tarzan aveva fatto il suo esordio nel mondo della letteratura solo sei anni prima; pubblicato per la prima volta nel 1912 per una rivista, Tarzan of the Apes diventerà nel 1914 il primo volume di una saga che conta almeno ventiquattro episodi.

Ad oggi la trasposizione di Scott Sidney resta la più fedele al romanzo originale, soprattutto per quanto riguarda il tema “evoluzionistico”: Borroughs aveva infatti progettato la vicenda del personaggio quasi come una sorta di esperimento mentale, di messa alla prova dei principi del darwinismo. Che cosa accadrebbe, si chiede l’autore, se si portasse il figlio di nobili inglesi nella giungla africana in mezzo alle scimmie, in un ambiente che rappresenta quasi in modo caricaturale il contrario di quello d’origine? Scott Sidney traspone la riflessione dell’autore del romanzo mostrando l’emergere del “cervello inglese” di Tarzan. Sebbene cresciuto in mezzo alle scimmie, Tarzan è un essere umano, domina la natura selvaggia con il coltello appartenuto al padre, sente il bisogno di procurarsi indumenti, impara l’inglese e si innamora della bella Jane, che protegge dai pericoli e dalle fiere che abitano la giungla africana. Elmo Lincoln, attore americano di origini tedesche, è il primo interprete del personaggio al cinema: con la sua fisicità possente, anticipa la performance di Johnny Weissmuller, ex nuotatore olimpionico che vestirà i panni dell’uomo-scimmia in ben dodici film girati tra il 1932 e il 1948.

Il film è stato presentato al Cinema Ritrovato nella sezione 1918: Cent’anni di cinema, nel capitolo dedicato al film d’avventura. Donald Sosin che ha musicato dal vivo il film al pianoforte, si è fatto accompagnare dalla figlia che “dà voce” ai co-protagonisti scimmieschi del film, regalando al pubblico un’esperienza di visione di grande freschezza.

Margherita Fontana