27/06/2019

Lezione di Cinema: ‘Korean new wave’

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La XXXIII edizione de Il Cinema Ritrovato dedica un’intera sezione ai film dell’epoca d’oro del cinema sudcoreano, “Sotto i cieli di Seul”, e inerente ad essa è la lezione di cinema intitolata “Korean new wave” tenuta martedì 25 giugno presso l’auditorium DAMSLab.

Mark Morris ha moderato l’incontro avvenuto con Hyun Jin Cho, storica del cinema del London Korean Film Festival, e Jung Minhwa, addetta all’archivio presso il Korean Film Archive, nonché curatrici della sezione.

Il primo intervento dell’incontro ha delineato alcuni cenni storici inerenti l’epoca d’oro del cinema negli anni sessanta, caratterizzati da una produzione copiosa, iniziata già alla fine degli anni cinquanta, dalla costruzione del primo studio cinematografico (1957), e da un impianto produttivo sul modello industriale hollywoodiano. Tutto ciò per volere del governo comunista che ha sovvenzionato lautamente il cinema nazionale con finalità propagandistiche. In seguito alla rivoluzione d’aprile sudcoreana del 26 aprile 1960 si avviò una periodo di rapida e violenta industrializzazione che collassò alla fine degli anni sessanta per le pesanti pressioni governative, l’insostenibilità economica e la censura.

Successivamente il focus tematico è stato rivolto alle filmografie di alcuni dei registi le cui produzioni si annoverano negli stessi anni quali  Kim Ki-young, Sang-ok Shin, Kim Soo-young, Lee Man-hee.

L’ultimo aspetto curato nell’incontro ha riguardato il restauro delle stesse pellicole, prendendo in analisi The housemaid di Kim Ki-young (1960), Aimless Bullet di Yu Hyun-mok (1960), Seong Chunhyang di Sang-ok Shin (1961).
Punti critici fondamentali evidenziati riguardo al lavoro di restauro delle tre pellicole in esame, come di molte altre pellicole sudcoreane, sono stati il reperimento delle diverse copie esistenti dei film e la necessità di sopperire ad alcune parti mancanti. Altra rilevante difficoltà è stata la presenza, sulle copie disponibili per il restauro, di sottotitoli in inglese eliminabili solo con il restauro digitale, come avvenuto per The housemaid.

A causa delle critiche situazioni del materiale delle pellicole e grazie ai recenti sviluppi tecnologici legati all’immagine digitale della Corea del Sud, i restauri dei film, che non sempre sono stati soddisfacenti sulla pellicola materiale, hanno ottenuto risultati migliorati grazie a all’intervento in digitale.

Lorenzo Torcello
Nell’ambito del corso di Alta Formazione per redattore multimediale e crossmediale, nel progetto di formazione della Cineteca di Bologna.

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