Conversazione con Rodrigo Mercês

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Conversazione con Rodrigo Mercês (FIAF Technical Commission) sui temi della preservazione, del restauro e della conservazione dei film, e sulla sua attività presso la Cinemateca Brasileira.

La potenza di un Festival risiede anche nella sua capacità di creare, attorno ai singoli eventi, dei discorsi che escano dalle sale e circolino fuori, tra le persone e nei posti che, realmente o virtualmente, sono presenti.
Così, svuotatesi le rosse poltrone del DAMSLab dove quotidianamente si tengono gli Incontri sul restauro, potrebbe essere ancora più stimolante proseguirne le discussioni e approfondirne le tematiche, magari seduti ai tavolini di Piazzetta Pasolini davanti a un caffè.

È in questa cornice che Rodrigo Mercês, che si dedica dal 2001 alle attività di restauro e di preservazione dei film presso la Cinemateca Brasileira, ha continuato a raccontare e condividere la sua esperienza, descrivendo le attività che lo coinvolgono e la filosofia che guida le azioni della Cinemateca.

«La nostra missione è di preservare la memoria audiovisiva nelle persone. Ciò significa che abbiamo un duplice obiettivo: mantenere il materiale al sicuro, preservarlo e conservarlo, ma fare anche in modo che le persone possano usufruirne». 

L’equilibrio che regge queste due finalità non è sempre facile da raggiungere, poiché le pellicole perdono parte della loro qualità ad ogni nuova proiezione. Eppure, come sottolinea Mercês con la serena convinzione che proviene dall’esperienza: «La memoria audiovisiva può rimanere in vita solamente se si continuano a proiettare, e in generale mettere a disposizione del pubblico, i film brasiliani di tutti i tempi. Un film è destinato a morire se nessuno lo vede».

Le difficoltà insite nell’idea di portare avanti, contemporaneamente, questi due obiettivi sono evidentemente maggiori nei casi in cui i budget e le risorse destinate alle operazioni legate alla pellicola siano insufficienti. Ma la descrizione di questo problema, evidenziato da Mercês nel corso della conversazione, è solo l’incipit di un discorso più ampio che disdegna lo scoraggiamento e le facili lamentele, e punta piuttosto a dimostrare come le criticità possano trasformarsi in risorse.

«Anche nel caso in cui si abbiano a disposizione risorse più ampie è meglio investirle nello sviluppo delle proprie soluzioni piuttosto che nel comprare quest’ultime da compagnie che, alla lunga, potrebbero rallentare e rendere più difficile il lavoro, diventando vincolanti per gli sviluppi futuri. Getting stuck in preservation is not a good idea».

Mercês sottolinea poi l’importanza degli Incontri sul restauro e di simili occasioni, in qualità di momenti di condivisione di idee, dubbi e soluzioni tra coloro che hanno quotidianamente a che fare con il restauro, la conservazione e la preservazione delle pellicole. «Gli espedienti che insieme si possono trovare hanno più valore se vengono applicati da più soggetti diversi, in differenti parti del mondo, poiché esistono difficoltà condivise da molti ma che si rivelano poi molto più semplici da superare».

L’importanza di tali momenti di confronto è dovuta anche alla presenza in sala di persone che, estranee a questa realtà da un punto di vista lavorativo, sono curiose e sensibili agli argomenti trattati. E questo pubblico è considerato da Mercês importante quanto quello degli stessi addetti ai lavori, poiché è solo la diffusione di una maggiore sensibilità nei confronti della “materia” dei film che potrà garantir loro un’esistenza più lunga e duratura. 

Report di Diana Napolitano
Nell’ambito del corso di Alta Formazione per redattore multimediale e crossmediale, nel progetto di formazione della Cineteca di Bologna.