Cinefilia Ritrovata: focus su ‘Les deux timides’, ‘Montaggio Bazin’ e ‘The Plunderers’

Continua il coverage critico della redazione di Cinefiliaritrovata.it con I due timidiMontaggio BazinI rapinatori.

I due timidi, commedia di René Clair:
“Il film contiene tantissime gag e tormentoni che hanno strappato molte risate nel pubblico in sala. Brillano gli effetti visivi curati da Robert Batton, che trasforma lo schermo in una tela in cui azioni e punti di vista contrapposti si alternano e prendono vita. Il montaggio è serrato, non ci sono punti morti e gli attori, con la loro gestualità, riescono letteralmente a dare vita alle loro azioni”.
Leggi l’articolo di Yann Esvan

Montaggio Bazin di Marianne Dautrey ed Hervé Joubert-Laurencin:
“Una figura quasi impensabile da trattare sul grande schermo: parlare di Bazin impone una tale consapevolezza di sé e del mezzo da impedire qualsiasi agiografia standard (la vita, la morte, le opere), e d’altronde la densità concettuale del suo pensiero rende vana qualsiasi forma di tassonomia semplificatoria, così come ogni tentativo di ritradurre i concetti in immagini”.
Leggi l’articolo di Maria Sole Colombo

I rapinatori di Joseph Kane
I rapinatori è uno dei trentasei film prodotti o distribuiti dalla bulimica Republic Pictures nel 1948. È chiaramente un b-movie, ma è curioso osservare che la sua uscita fu incastonata tra l’avventuroso Il sortilegio delle Amazzoni e il Macbeth di Orson Welles (cosa che può sembrare incredibile solo a chi non conosce le singolari relazioni tra l’artista e i suoi occasionali finanziatori). Questa terna stravagante ci interessa perché mette in luce l’ambizione di una casa di produzione che, dopo una marea di western spesso uguali a se stessi, giunse al blockbuster Iwo Jima, deserto di fuoco e, più tardi, ai capolavori Un uomo tranquillo e Johnny Guitar”.
Leggi l’articolo di Lorenzo Ciofani