Seconda utopia: 1934 – L’età dell’oro del cinema sonoro sovietico

Nell’Unione Sovietica il 1934 fu il primo anno di relativa libertà politica e, di conseguenza, un anno di perfetta armonia nella storia del cinema. Dopo una serie di crisi i registi sembravano aver finalmente conquistato un equilibrio tra qualità artistica, esigenze di botteghino e autorità. L’anno fu segnato dall’indescrivibile successo di Čapaev – elogiato da Ėjzenštejn, visto da Stalin trentotto volte e ancora oggi amato dai russi. I registi, dall’esperto Jakov Protazanov al relativamente sconosciuto Mark Donskoj, ripresero fiato sperimentando con gli effetti sonori e la musica (tra coloro che composero per il cinema nel 1934 vi furono Prokof’ev e Šostakovič), esplorando nuovi generi come la satira politica e la commedia storica stilizzata. Perfino il cinema muto ricevette nuovo slancio, arricchito dalle tecniche di recitazione e di montaggio del sonoro. Decenni dopo Grigorij Kozincev, che con Leonid Trauberg quell’anno diresse uno dei suoi film migliori, Junost’ Maksima (La giovinezza di Maksim), definì questo periodo “seconda utopia” (la prima aveva coinciso con il decennio post-rivoluzionario). Stavolta le speranze ebbero vita breve: il Grande Terrore iniziò nel 1936.
Programma in collaborazione con Gosfilmofond

 

Čapaev (1934) di Georgij e Sergej Vasil’ev • Junost’ Maksima (La giovinezza di Maksim, 1934) di Grigorij Kozincev e Leonid Trauberg • Garmon’ (The Accordion, 1934) di Igor’ Savčenko • Poručik Kiže (Lieutenant Kizhe, 1934) di Aleksandr Fajncimmer • Marionetki (The Marionettes, 1934) di Jakov Protazanov • Pesnja o Sčast’e (Song of Happiness, 1934) di Mark Donskoj e Vladimir Legošin • Pridanoe Žužuny (Zhuzhuna’s Dowry, 1934) di Siko Palavandishvili • Naslednyj princ respubliki (Crown Prince of the Republic, 1934) di Eduard Ioganson

 

Foto: Marionetki