Gio

28/06

Cinema Lumière - Sala Scorsese > 09:00

GARMON’

Igor’ Savčenko

GARMON’

Scheda Film

Nei libri di testo Garmon’ è spesso definito il primo musical sovietico. Forse. ‘idillio’ sarebbe una definizione più calzante. Come musical è sicuramente molto anticonvenzionale. D’altro canto, cosa ci si può aspettare da un lungometraggio tratto da una poesia? Igor’ Savčenko ebbe una formazione artistica estremamente eclettica: ucraino di nascita, studiò recitazione a Leningrado e in seguito iniziò la sua carriera come regista in un teatro semi-professionale d’avanguardia molto di sinistra, il Teatro della gioventù operaia (TRAM) di Baku, la capitale dell’Azerbaigian. A Baku girò due brevi film che furono entrambi messi al bando. Ciò nonostante, gli fu offerto un lavoro alla Mežrabpomfilm, compagnia che puntava all’intrattenimento e ai buoni incassi (obiettivo insolito nella Russia sovietica degli anni Trenta).
L’avvento del suono richiedeva nuovigeneri. E Savčenko suggerì una storia semplice con dialoghi rimati nella quale s’intrecciavano canti e balli. Il miglior fisarmonicista del villaggio è eletto segretario del locale Komsomol (Organizzazione sovietica della gioventù comunista). Decide così di mettere la testa a posto e seppellisce la fisarmonica in un pagliaio. Senza la musica la vita prosegue noiosa, finché un kulako, un nemico dello stato, non torna dall’esilio siberiano con la sua fisarmonica e la sua ‘musica kulaka’. Il solo modo per salvare il villaggio dalla sua influenza e annientarlo è riesumare la ‘fisarmonica sovietica’…
La trama è volutamente sciocca. Ma questa non è solo una commedia. È anche un film dagli accenti patetici nel quale è forte l’influenza di Dovženko. Se Dovženko avesse deciso di trasformare La terra in una commedia avrebbe girato qualcosa di simile a Garmon’. Lo stile di ripresa è insolito: Evgenij Šnejder era un direttore della fotografia sofisticato che amava le angolazioni eccentriche e l’illuminazione espressionista. Per complicare ulteriormente le cose Savčenko decise di trasformare i lavori agricoli (come il raccolto) in numeri musicali; vari anni dopo questa tecnica fu adottata dai celebri musical d’ambientazione rurale di Ivan Pyr’ev.
“Non voglio più schifezze come Garmon” disse Stalin. Così iniziò la notevole carriera cinematografica di Igor’ Savčenko. Non solo divenne un regista versatile ma anche un leggendario professore di cinema che ebbe come allievi, tra gli altri, Marlen Chuciev e Sergej Paradžanov.

Cast and Credits

Scen.: Aleksandr Žarov, Igor’ Savčenko. F.: Evgenij Šnejder, Julij Fogel’man. Scgf.: Valentina Chmelëva. Mus.: Sergej Potockij. Int.: Pëtr Savin (Timoška), Zoja Fëdorova (Marusen’ka), Igor’ Savčenko (il cupo), Nikolaj Jaročkin (il malizioso), Nikolaj Zyrjanov (il ragazzo vestito alla marinara). Prod.: Mežrabpomfilm. 35mm. D.: 56’. Bn.