Documenti e documentari

Tra i titoli di questa sezione segnaliamo due autentiche perle: Mi ricordo, sì, io mi ricordo, testamento cinematografico di Marcello Mastroianni diretto nel 1997 da Anna Maria Tatò, e Carosello che passione!, dove Luciano Emmer ricostruisce con il rigore filologico e la viva personalità d’un grande documentarista l’alba della pubblicità televisiva italiana (e la storia di una delle trasmissioni che più hanno segnato l’immaginario della generazione dei baby boomer italiani). E ancora: The Legend of the Ugly King, documento prezioso che ricostruisce la vita e le opere di Yilmaz Güney; Ma vie en Allemagne au temps de Hitler, montaggio di un impressionante found footage che mostra una Germania nell’ombra totalizzante della croce uncinata, voce narrante di Ute Lemper; un forte, ipnotico Voyage au Congo firmato da André Gide e Marc Allégret; e alcuni episodi dello straordinario documentario L’Heritage de la Chouette di Chris Marker (1989), dove a partire dallo ‘scorticamento’ di dodici parole d’origine greca, e intervistando artisti, intellettuali e politici, ci si interroga sull’eredità culturale della Grecia antica e delle sue fondative forme di pensiero.

Cento anni fa: 1918

La produzione cinematografica del 1918 è segnata dall’ultimo anno della Grande guerra e dal momento di massimo splendore del diva film italiano. Potrete ammirare Francesca Bertini, Pina Menichelli e Lyda Borelli all’apice della loro arte, chiedervi come mai il poeta Vladimir Majakovskij adattò un romanzo di Edmondo De Amicis nella Russia bolscevica ed esplorare le attività cinematografiche controrivoluzionarie europee. Potrete riscoprire la popolarissima Hedda Vernon e la regista e attrice ceca Olga Rautenkranzová, e rallegrarvi che frammenti di Âmes de fous di Germaine Dulac, di Il caso Rosentopf di Ernst Lubitsch e di film con Bela Lugosi e Douglas Fairbanks siano stati ritrovati e restaurati. Una vera festa per gli occhi sarà offerta dalle scenografie di Ben Carré e dagli ambienti esotici ricostruiti in studio per i film d’avventura, genere in ascesa.

1898. cinema anno tre

Scienza e finzione, religione, cinegiornali e numeri di varietà: la produzione cinematografica del 1898 offre una godibilissima ricchezza. Una figura cruciale di quell’anno fu William Kennedy Dickson che diresse la produzione della Mutoscope and Biograph Syndicate, fondò filiali in Francia, Olanda e Germania, e girò – in un favoloso formato 68mm – spiagge, barche, regine e perfino il Papa intento a benedire la macchina da presa. I fratelli Lumière imboccarono la strada dei lungometraggi con una Vita di Cristo in tredici scene; e Georges Méliès, destreggiandosi tra le sue quattro teste ridenti, salvò il mestiere del cinema itinerante. Da Praga ci arrivano, in nuovi restauri i primi film cechi girati nel 1898 da Jan Krizenecky.

1898. cinema anno tre

Napoli che canta. Omaggio a Elvira Notari e Vittorio Martinelli

Questa piccola rassegna è un omaggio a due personalità importanti per il cinema napoletano. A dieci anni dalla sua scomparsa, ricordiamo con grande affetto e stima Vittorio Martinelli, che con passione si era messo sulle tracce della cinematografia partenopea, scrivendone una delle storie più avvincenti. Elvira Notari è il simbolo del cinema napoletano degli anni Dieci e Venti, e i suoi film sono straordinari esempi di come il mezzo cinematografico si è impossessato della tradizione popolare partenopea, di cui la canzone è la massima espressione. È dunque la musica il filo conduttore di questo programma, che propone importanti film in cine-concerti ma anche il nuovo restauro – sostenuto da The Film Foundation – di Carosello napoletano, un film musicale italiano sui generis che, non a caso, ha Napoli come protagonista (e una giovane Sophia Loren travolgente).

Arrigo Frusta: l’officina della scrittura

Nella frizzante Torino degli anni Dieci, Arrigo Frusta (1875-1965), al secolo Augusto Sebastiano Ferraris, era direttore dell’Ufficio soggetti della casa di produzione Ambrosio. Eclettica figura di intellettuale bon vivant, notaio mancato e giornalista per vocazione, fu conquistato alla neonata cinematografia nazionale dalla curiosità verso la nuova tecnologia e anche dalle allettanti 300 lire mensili. Schiller, Virgilio, Balzac, D’Annunzio e Shakespeare, nessun adattamento era troppo impervio per la penna di Frusta che con più di 250 tra sceneggiature e soggetti realizzati al suo attivo, contribuì in maniera determinante a sistematizzare e orientare la pratica del ‘cinema scritto’. Il Cinema Ritrovato vuole offrire un assaggio – a partire dalla versione restaurata di Nerone (1909) – del mondo di storie che presero corpo sulla scrivania del prolifico sceneggiatore: tra imperatori e martiri risorgimentali, eroine romantiche e implacabili amazzoni, assassini psicopatici e principi delle favole in crisi depressiva, l’universo di Frusta ci offre un caleidoscopico punto di vista sulla produzione del cinema muto italiano.

Progetto Keaton

“Keaton collaborava con l’universo, un tratto che continua a distinguerlo dai suoi colleghi – scrive il premio Pulizer Walter Kerr – molti di loro consideravano il mondo fisico come un ostacolo da superare o evitare, con ingegno o coraggio. Keaton la pensava diversamente. Ovviamente era un esperto di ostacoli, eppure, per quanto pericoloso potesse essere, Keaton si fidava dell’universo.” Che sia nel bel mezzo dell’Alaska desolata a pesca con gli Eskimo, in un ranch di bestiame, indossando una tuta da sommozzatore tra cannibali e sottomarini, è proprio l’incontro tra i personaggi di Keaton e il mondo fisico che produce, nel migliore dei casi, un capolavoro, nel peggiore, infiniti ed esilaranti momenti comici.
Il progetto Keaton, lanciato nel 2015, è promosso dalla Cineteca di Bologna e Cohen Film Collection.

Progetto Keaton