Rivoluzione e avventura: il cinema messicano nell'epoca d'oro

Erano trascorsi poco più di dieci anni dalla fine della Rivoluzione quando Fernando de Fuentes, uno dei maggiori cineasti messicani, girò nel 1933 El compadre Mendoza, parte di una trilogia sull’insurrezione armata. Il film stabilisce il tono d’una rassegna che esplora il diffuso disincanto politico, economico e sociale lasciato in eredità dalla Rivoluzione, nonché le varie e interessanti risposte artistiche che ne risultarono. Dal singolare thriller gotico Dos monjes di Juan Bustillo Oro, all’opera più tradizionale e rurale di Emilio ‘El Indio’ Fernández (Maclovia) o al melodramma borghese Una familia de tantas di Alejandro Galindo, dall’esuberanza del genere cabaretero al sofisticato cinema urbano di autori quali Julio Bracho e Roberto Gavaldón, che sperimentarono con il noir e il thriller, la rassegna offre una vasta panoramica di uno dei periodi più importanti della storia e del cinema messicani: un’epoca rivoluzionaria e avventurosa.

Programma a cura di Daniela Michel e Chlöe Roddick

 

Rivoluzione e avventura: il cinema messicano nell’epoca d’oro

Tehran Noir: i thriller di Samuel Khachikian

Detective privati, femmes fatales, notti piovose in una giungla di cemento, uomini disperati stretti nei loro trench… sembra un film noir, e infatti lo è, ma ambientato in un tempo e un luogo davvero inaspettati: la Teheran degli anni Cinquanta! Quest’anno Il Cinema Ritrovato concentra la sua attenzione sul periodo d’oro del cinema di genere, riportando alla luce quattro film diretti da una delle figure più popolari della cinematografia iraniana, Samuel Khachikian. I film, mai proiettati fuori dell’Iran, mostrano il regista alle prese con i territori a lui più congeniali del poliziesco, del thriller e del noir: storie che documentano l’imminente modernizzazione del paese e al contempo, attraverso il mito del cinema, vi contribuiscono. Dallo stile asciutto ed elegante di questi film emerge un aspetto del cinema iraniano ancora tutto da scoprire.

Programma a cura di Ehsan Khoshbakht e Behdad Amini, in collaborazione con il National Film Archive of Iran

Tehran Noir: i thriller di Samuel Khachikian

The Film Foundation's World Cinema Project

Compie dieci anni il progetto promosso da Martin Scorsese a sostegno del restauro e della diffusione delle cinematografie più fragili: voci libere di cineasti resistenti, opere dimenticate, rimaste ai margini della distribuzione o a rischio di distruzione. Presentiamo i restauri di Soleil Ô, opera prima abrasiva e autobiografica del mauritano Med Hondo, e Lucía, affresco ‘al femminile’ di cento anni di storia cubana. Hondo è autore anche di West Indies, musical rivoluzionario ambientato su una nave negriera, e Sarraounia, storia di una giovane regina guerriera che tenta invano di fermare l’avanzata delle truppe francesi. Altro pioniere e primo teorico del cinema africano, Paulin Soumanou Vieyra, autore di Afrique sur Seine, primo cortometraggio della storia del cinema girato esclusivamente da registi africani, un collettivo composto da Vieyra, Jacques Mélo Kane e Mamadou Sarr. Infine due capolavori di Tomás Gutiérrez Alea, controcampo virtuale rispetto alla spensieratezza della Cuba pre-rivoluzionaria vista lo scorso anno: Los sobrevivientes e Una pelea cubana contra los demonios.

Programma a cura di Cecilia Cenciarelli

 

The Film Foundation’s World Cinema Project

Il film storico nel Giappone degli anni bui

Sul finire degli anni Trenta del Novecento, in pieno periodo militarista, fu nel film storico – o jidai-geki – che i registi progressisti giapponesi si rifugiarono per commentare criticamente i problemi del loro tempo. Il Narutaki-gumi, gruppo informale di cineasti impegnati nella modernizzazione del cinema, creò un nuovo tipo di jidai-geki che preferiva il realismo alla stilizzazione e il pessimismo ironico all’ottimismo eroico. La rassegna si concentra soprattutto sui film realizzati alla Toho da membri del Narutaki-gumi e interpretati dagli attori della troupe teatrale progressista Zenshin-za. Figurano nella rassegna sia il capolavoro Ninjo kamifusen (Humanity and Paper Balloons) di Sadao Yamanaka, sia classici meno noti come Abe ichizoku (The Abe Clan) di Hisatora Kumagai, raramente proiettati in Occidente. A questi film si affianca lo splendido Hana chirinu (Fallen Blossoms) di Tamizo Ishida, che offre un singolare sguardo femminile sulla turbolenta storia giapponese.

Programma a cura di Alexander Jacoby e Johan Nordström, in collaborazione con il National Film Center di Tokyo

 

Il film storico nel Giappone degli anni bui