30/06/2018

Il videomessaggio di Francis Ford Coppola al Cinema Ritrovato

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In occasione della proiezione al Cinema Arlecchino di Tucker: the man and his dream restaurato, ad introdurre la pellicola c’è un messaggio da parte del regista americano.

«Il restauro di Tucker – The man and his dream ci ha permesso di ridare nuova vita, accessibilità e fruibilità al film. In fase di lavorazione, ci siamo fatti guidare dalle parole di Francis Ford Coppola: non è necessario che il restauro sia perfetto, è necessario che si capisca che è fatto da esseri umani».


Con queste parole James Mockoski della American Zoetrope accoglie i numerosi spettatori che riempivano la sala del Cinema Arlecchino nel pomeriggio di Venerdì 29 Giugno. Sale l’attesa per il videomessaggio di F.F. Coppola e le parole del regista arrivano puntuali: in piedi, accanto alla sua Torpedo Tucker, racconta della genesi del film a trent’anni dalla sua prima proiezione. Inizialmente, avrebbe voluto farne un musical, ma quell’idea è “rimasta un sogno irrealizzato esattamente come il progetto di Tucker”. Solo l’intervento di George Lucas, tempo dopo, renderà possibile la realizzazione della pellicola.   

Si tratta di un’opera molto cara a Coppola, perché fondamentale nel suo percorso di evoluzione artistica e fortemente legato alle vicende della sua infanzia: Carmine Coppola, suo padre, è stato uno dei piccoli investitori che avevano creduto nel progetto di imprenditoria automobilistica firmato Tucker e che hanno visto parte dei loro risparmi andare in fumo per via del fallimento che ne è conseguito. E il giovane Francis – come sottolineato da lui stesso nel videomessaggio introduttivo – è uno dei tanti americani rimasti ammaliati dalla figura luminosa di Preston Tucker. Nel film vengono evidenziate con particolare enfasi le virtù caratteriali del protagonista: intraprendente, ambizioso, anticonformista, “con un sorriso copiato a Clark Gable” e dotato di straordinarie abilità oratorie che lo avvicinano esplicitamente al Charles Foster Kane tratteggiato da Orson Wells in Quarto Potere. Non è un caso che, nel film, la Tucker Mania si diffonda prima ancora che venga realizzato un prototipo del prodotto.

Il vero nucleo della narrazione si può riconoscere nella tentata ascesa imprenditoriale del protagonista, con F.F. Coppola che ritrae perfettamente i chiaroscuri del sogno americano. Rivedere oggi uno spaccato del boom industriale postbellico, che ha interessato gli Stati Uniti negli anni Ottanta, ci accompagna in un percorso di reinterpretazione della situazione odierna e mette sotto una nuova luce le dinamiche complesse del capitalismo e dei giochi di potere della politica.
È emblematica la battuta del Senatore di Detroit che, rivolgendosi a Tucker quando ancora il suo progetto è in fase embrionale, gli dice: «I tre colossi dell’automobile dovrebbero essere condannati per omicidio colposo? Divertente!»

Nel corso di tutto il film, si percepisce la nostalgia per un tempo lontano e la malinconia per un grande successo sfiorato: per riprendere ancora una volta le parole di James Mockoski «Tucker – The man and his dream è l’essenza di tutto quello che narrava Coppola, quando narrava storie».

Orazio Francesco Lella