31/03/2020

Fuori Cinema | Film in TV (ma da vedere) _ mercoledì 1° aprile

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Una cinquina di consigli di visioni televisive, commenti e approfondimenti all’insegna dell’amore – tra storie romantiche, tragiche, melodrammatiche, travagliate e sgangherate – quella di mercoledì 1° aprile (e prima mattina di giovedì):

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C’È POST@ PER TE (You’ve Got Mail, 1998, 110 min) di Nora Ephron
[LA5 (canale 30), ore 17.05]

La cosa più difficile in una storia d’amore? Dire per la prima volta le parole “ti amo”. Un’aperta confessione che qui, per quanto ci troviamo di fronte a una delle commedie sentimentali più limpide e ricche di sempre, non verrà mai pronunciata. Semmai sentiamo dire il contrario (“non ti amo”), ed è uno dei momenti più teneri e sollevanti del film. C’è post@ per te ci parla di amore e di scrittura: quella libraria di vetusta tradizione e quella prosaica ai tempi del modem che faceva i gargarismi per connettersi. Invece di una dichiarazione d’amore, ci lascia una dichiarazione d’intenti che suona come una dichiarazione di poetica: non dire niente per poter dire tutto. Che Nora Ephron non stia regolarmente nel pantheon dei grandi è forse la prova di come la critica, talvolta, abbia qualche problema a mettersi a nudo.
(A.M.)

Approfondimenti
Intervista a Nora Ephron e una rassegna della critica italiana.

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SECONDO AMORE (All that Heaven Allows, 1955, 89 min) di Douglas Sirk
[Rete 4 (canale 4), ore 17.05]

Ricca vedova del New England (Jane Wyman) incontra più giovane e aitante giardiniere (Rock Hudson). La passione divampa, ma figli detestabili e amici snob si mettono di traverso. Crisi, tormenti, un incidente quasi mortale, ma alla fine l’amore trionfa. L’intreccio è convenzionale, ma a rendere memorabile il secondo melodramma girato da Sirk per la Universal è la spietata rappresentazione della grettezza della borghesia americana di provincia, intrappolata nei suoi salotti dorati e nei suoi ipocriti rituali, opposta all’anticonformismo e al vitalismo waldeniano del protagonista. Una dialettica magnificamente esaltata dallo squillante technicolor di Russell Metty, dall’uso sapiente di luci, ombre, cromatismi, angolazioni che registrano e riflettono sentimenti e visioni del mondo. Fassbinder ne farà un remake in chiave più esplicitamente politica con la Paura mangia l’anima (1973), mentre Todd Haynes renderà esplicito omaggio a questo e agli altri woman’s films sirkiani degli anni Cinquanta nel suo Lontano dal Paradiso (2002).
(A.C.)

Approfondimenti

Il film al Cinema Ritrovato: la scheda e approfondimento su Cinefilia Ritrovata
In lingua inglese: “Imitation of Life”, riflessione di Fassbinder su Secondo amore e i melodrammi di Sirk, un saggio di Laura Mulvy per Criterion e una nota di Richard Brody sul “New Yorker”.

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IL LATO POSITIVO (Silver Linings Playbook, 2012, 125 min) di David O. Russell
[Rai Movie (canale 24), ore 23.10]

David O. Russell, padre ebreo russo e madre di origini lucane, è senza dubbio una delle figure più personali e interessanti dell’industria hollywoodiana degli ultimi dieci anni, capace di sorprenderci con film che pur raggiungendo il grande pubblico, negli Usa e nel mondo, sono nuovi, pieni di invenzioni e di intelligenza. Per una volta il titolo italiano è migliore de “L’orlo argenteo delle nuvole”, con cui è stato pubblicato in Italia il romanzo di Matthew Quick da cui è tratto. Il film ci trascina dentro ad una storia che intuiamo sarà una tragedia, ma con energia e sgangherata tenerezza ci porta verso tutt’altri lidi. Merito certamente dei due protagonisti, Bradley Cooper e Jennifer Lawrence. Inspiegabile perché dare l’Oscar solo a lei.
(GL.F.)

Approfondimenti

Antologia della critica italiana su cinematografo.it; il pressbook con dichiarazioni del regista e schede biografiche; la critica americana a confronto; la consegna dell’Oscar a Jennifer Lawrence; la colonna sonora su Spotify.

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SESSO, BUGIE E VIDEOTAPE (Sex, Lies, and Videotape, 1989, 100 min) di Steven Soderbergh

[La7 d (canale 29), ore 23.30]


Con questo lungometraggio d’esordio Stephen A. Soderbergh, allora ventiseienne, vinse la Palma d’oro alla 42° edizione del Festival di Cannes, sbaragliando tutti i concorrenti. Esordio folgorante che porterà molta fortuna non solo al regista, ma anche agli attori protagonisti, soprattutto a James Spader che si meritò il premio come miglior attore e a Andie MacDowell che vide decollare la sua carriera.


Gli spazi angusti, a volte claustrofobici degli interni sono la cornice fissa dentro la quale si svolge il dramma psicologico di un quartetto che in un complesso gioco delle parti (sceneggiatura di ferro, scritta dallo stesso Soderbergh) dà corpo alle alienazioni relazionali che colpiscono la coppia moderna. Chi non fa sesso perché frigida (Ann, moglie di John), chi fa sesso bollente extraconiugale (John e Cynthia, sorella di Ann) e chi (Graham, venuto dal nulla) – ed è qui che si scatena la vis narrativa del film – per superare la propria impotenza sessuale ma soprattutto emotiva, frappone tra sé e il mondo femminile una videocamera.

È naturale chiedersi oggi che cosa stia accadendo alle relazioni interpersonali, in particolare in questo momento in cui tutta la nostra esistenza si è trasferita su uno schermo, ciascuno chiuso all’interno delle proprie pareti domestiche. Il finale del film propone una soluzione liberatoria ma tecnologicamente datata. Noi potremmo fare di meglio?

(M.Z.)

Approfondimenti

Il film, vent’anni dopo, al Sundance Film Festival
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Dalla mattina di giovedì 2 aprile:
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SEDOTTA E ABBANDONATA (1964, 122 min) di Pietro Germi
[Rai Movie (canale 24), ore 9.00]

Seconda tappa siciliana di Pietro Germi e Stefania Sandrelli, dopo Divorzio all’italiana, Sedotta e abbandonata è un affresco insuperabilmente grottesco del cortocircuito familiare e sociale a cui può portare la scoperta della gravidanza di una giovane figlia non ancora sposata. Le maglie attorno alla sventurata si stringono fino alla claustrofobia e il perimetro della stanza in cui viene imprigionata è la metafora perfetta del controllo oppressivo da parte degli altri membri della famiglia. Mentre, fuori dalla casa paterna, va in scena la pantomima di un’ipocrisia sociale antica quanto il mondo.
(A.R.)

Approfondimenti

L’anteprima romana del film, dall’archivio dell’Istituto Luce.

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Selezione titoli, commenti e link approfondimenti a cura di Alessandro Cavazza, Gian Luca Farinelli, Andrea Meneghelli, Andrea Ravagnan e Michela Zegna.