27/04/2020

Fuori Cinema | Film in TV (ma da vedere) _ martedì 28 aprile

Sorry, this entry is only available in Italian. For the sake of viewer convenience, the content is shown below in the alternative language. You may click the link to switch the active language.

Difficile scegliere questa sera! In prima serata un classicissimo Frank Capra (con Gary Cooper) se la gioca con tre – di fatto – “quasi” classici, decisamente più recenti, come Sliding Doors e I segreti di Brokeback Mountain e Into the Wild.

p

ARRIVA JOHN DOE? (Meet John Doe, 1941, 135 min) di Frank Capra
[Tv2000 (canale 28), ore 21.10]

Frank Capra cantore di un ingenuo ottimismo al servizio di un Sistema? Non proprio, e questo film è lì per dimostrarlo. Comincia col piglio degno di un’irresistibile commedia e mano a mano si incupisce, come una presa di coscienza tutt’altro che trionfale.

È sempre sorprendente osservare come un prodotto così perfetto della macchina hollywoodiana, apparentemente chiamata a rinforzare convinzioni forti e chiare, scavi nello sgomento e ammetta la propria incapacità a impartire lezioni e soluzioni. Si resta invischiati nel grande gioco della menzogna e tentati dal salto nel vuoto. Capra costruisce un prisma dalle prospettive infinite.
Guardarci dentro è, ogni volta, una scoperta.
(A.M.)

Approfondimenti

Recensione d’epoca del New York Times e il lato oscuro di John Doe.

p

SLIDING DOORS (1997, 99 min) di Peter Howitt
[La5 (canale 30, ore 21.10]

Commedia romantica con un’ombra di Twilight Zone, da quegli anni Novanta in cui il cinema britannico illuminò il genere con alcuni titoli capitali. La vita di Gwyneth Paltrow (come le vite di tutti noi, ci viene suggerito) arriva al punto cruciale in cui i sentieri si biforcano, senza che a lei (a noi) sia dato saperlo. Se riuscirà a sgusciare oltre le sliding doors della metro, arriverà a casa e troverà una proterva americana nel letto del fidanzato: come prima reazione, andrà dal parrucchiere e trasformerà il taglio lungo biondoscuro in un sofisticato taglio corto biondochiaro. Se perderà la corsa, arriverà troppo tardi per scoprire l’inganno, eviterà il parrucchiere ma non una sequela di equivoci e sospetti. Seguiamo le due vite parallele, entrando e uscendo dalle porte girevoli senza confusione, sostenuti da una confortevole levigatezza narrativa. Sotto la superficie liscia tuttavia s’increspa un dubbio cosmico: forse i what if sono una pia illusione, poiché in fondo non molto cambia davvero, nelle diverse vite di Gwyneth (oltre il taglio di capelli, s’intende). Certo, c’è un incontro. Ma si sa, certi incontri sono scritti nelle stelle: se nei melodrammi il passato è un paese straniero, nelle commedie romantiche il futuro è esattamente ciò che abbiamo immaginato. E così sia.
(P.C.)

Approfondimenti

Video-interviste a Gwyneth Paltrow, Peter Howitt e Sydney Pollack; recensione di Stephen Holden sul “New York Times”; Sliding Doors, l’effetto farfalla e la teoria del caos.

p

I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN (Brokeback Mountain, 2005, 134 min) di Ang Lee
[Rai Movie (canale 24, ore 21.10]

Quindici anni fa questo film di Ang Lee, sceneggiato da Larry McMurtry a partire da un racconto di Annie Proulx, vinse il Leone d’oro a Venezia, vinse l’Oscar e provocò una forte emozione in un pubblico molto vasto. Oggi è solidamente installato tra i grandi mélo del cinema americano tutto.

Nell’aspro Wyoming del 1963, due ragazzi isolati sui monti a custodire un gregge, uno mandriano di professione uno cowboy di rodeo, si amano con trascinante passione, poi si separano. Lasciano scorrere le proprie vite, formano famiglie. Quando si ritrovano, quattro anni dopo, al loro abbraccio chiunque abbia un cuore e un corpo, qualunque sia il suo sesso e orientamento, resta senza fiato. Anche un film duro e desolato su una società culturalmente univoca, chiusa nelle proprie ossessioni e fobie, destinata a corrompere qualsiasi fuggevole promessa di Eden.
(P.C.)

Approfondimenti

Antologia della critica italiana; making of del film; video-interviste ad Ang Lee e ai protagonisti; la consegna dell’Oscar al regista; sull’influenza del film sui diritti LGBT.

p

INTO THE WILD – NELLE TERRE SELVAGGE (2007, 148 min) di Sean Penn
[Cielo, ore 21.15]

Nell’America dei grandi spazi, dall’Arizona al Pacifico, dal Gran Canyon all’Alaska, la vera storia di un giovane anticonformista che all’inizio degli anni Novanta decide di abbandonare le sicurezze di una vita anonima e borghese per un’esistenza libera e selvaggia, inseguendo l’anima profonda della natura e (quindi) la più profonda conoscenza di sé. Sean Penn rilegge alcuni dei miti (e degli autori) fondanti dell’ethos americano, dalla frontiera all’epica on the road (e alla sua declinazione hippy), dal culto della wilderness di Thoreau e del suo Walden fino all’irresistibile richiamo della foresta londoniano, per un film di abbacinante bellezza visiva sostenuto dalla maestosa colonna sonora folk-style di Eddie Vedder. Ma non è una celebrazione della fuga dalla modernità o di un’utopia anarchico-panteista: per quanto la si voglia idealizzare, madre natura, se sfidata in solitudine, rivela il suo aspetto più sinistro di matrigna, e il suo grembo può trasformarsi in un gelido letto di morte. Perché – è questa la morale del film e l’estrema consapevolezza raggiunta dal suo protagonista – nessuna felicità è reale se non condivisa.
(A.C.)

Approfondimenti

Antologia della critica italiana; il pressbook con la storia del film; video-intervista a Sean Penn; sul culto di Chris McCandless; Sean Penn e Eddie Vedder al “Charlie Rose Show”; dietro le quinte; la colonna sonora su Spotify.


E VENNE IL GIORNO (The Happening, 2008, 91 min) di M. Night Shyamalan
[Rai4, ore 23.05]

Manoj Night Shyamalan, uno dei più originali e innovativi autori del cinema fantastico statunitense contemporaneo, ebbe l’idea del film contemplando il paesaggio lussureggiante del New Jersey e immaginando una rivolta biblica della natura contro l’uomo, una misteriosa epidemia di una neurotossina che induce gli individui al suicidio. Si scatena al Central Park di New York e contagia il Nordest degli Stati Uniti, spingendo un insegnante di scienze, sua moglie e alcuni amici a tentare la fuga in campagna. Shyamalan si misura quindi con il catastrofico ma nel versante a lui più congeniale calato in una dimensione paranoica e apocalittica, dove il quotidiano precipita improvvisamente nell’orrore. La Fox gli garantì carta bianca, concedendogli di mostrare situazioni crude e violente senza che dovesse preoccuparsi della “R” della censura. Bella e ironica l’idea dei tre superstiti che comunicano sfruttando un dispositivo acustico costruito nel passato per gli schiavi neri fuggiaschi.
(R.C.)

Approfondimenti

Critica di Roger Ebert; analisi del film (in francese); interviste a M. Night Shyamalan su Novidades Cinema
e su Vegas Film Critic.

p

Selezione titoli, commenti e approfondimenti a cura di Alessandro Cavazza, Roberto Chiesi, Paola Cristalli e Andrea Meneghelli.