22/06/2017

Cinefilia Ritrovata, aspettando Il Cinema Ritrovato: focus sulla mostra ‘Bologna fotografata’

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La mostra Bologna fotografata non racconta solo l’evoluzione urbanistica di una città e il susseguirsi delle vicende storiche in circa tre secoli, ma è l’occhio del fotografo il vero protagonista, fondamentale figura nota o anonima come nella locandina dell’esposizione, che dalla sua posizione privilegiata di osservatore, ritto sul basamento della fontana del Nettuno, si fa interprete dei cambiamenti del tessuto sociale e dell’assetto stradale.

Lungo le pareti del Sottopasso, riaperto con l’esposizione sui Lumière (chi meglio di loro poteva letteralmente riportarlo alla luce!) si svolge un coinvolgente percorso iconografico e sonoro fatto di riproduzioni fotografiche, filmati, canti e cori da stadio che al passaggio da una sezione all’altra della mostra per un momento sembrano fondersi con il suono ripetitivo della sirena antiaerea e l’eco dei tacchi sotto i portici. Una narrazione che dal particolare si affaccia verso un contesto più ampio, attraverso questo continuo rimando assistiamo all’evoluzione del progresso ottocentesco, siamo spettatori silenziosi di fronte alle contraddizioni di una città non abbastanza lontana dal fronte e rimaniamo altrettanto colpiti dalle ferite fisiche e urbanistiche delle due guerre, una Bologna che crolla e risorge dalle macerie consolidando le fondamenta della propria identità.
Continua a leggere il pezzo di Cecilia Cristiani (parte 1 e parte 2).