Cinefilia ritrovata: focus su ‘Boy and Girl’, ‘Tenente Kiže’ e ‘Rosauro Castro’

Gli approfondimenti critici di Cinefiliaritrovata.it sui film Boy and Girl, Tenente Kiže e Rosauro Castro.

Boy and Girl di Julij Fajt:
“La pellicola è stata recuperata e restaurata, lavorando essenzialmente sul ripristino del colore, che appare folgorante soprattutto nella prima parte del film. Mal’čik i Devočka racconta e fotografa un’epoca lontana, quella della metà degli anni sessanta, intrecciando al coming of age di due giovani adolescenti la storia e le abitudini di un paese lontano, perso nel tempo e nello spazio, reso attraverso colori, musica, canzoni, versi poetici e simboli iconici fortemente connotati”.
Continua a leggere l’articolo di Sara Tongiani

Tenente Kiže di Aleksandr Fajncimmer:
“In verità, più che rappresentare una minaccia, il sonoro offre ulteriori possibilità di declinazione stilistica e la musica partecipa alla definizione del sistema-film. È quello che accade nel Tenente Kiže, nato dalla collaborazione tra Tynjanov, il regista Aleksandr Fajncimmer e il compositore Sergej Prokof’ev. La spassosa pellicola dal sapore gogoliano sembra imperniarsi su un principio di costruzione squisitamente formalista: quello della forma che crea il contenuto e addirittura della forma che esiste al di là del contenuto, diventando, essa stessa, contenuto”.
Continua a leggere l’articolo di Federica Maragno

Rosauro Castro di Roberto Gavaldón, a cura del team Sguardi giovani:
“Allora come oggi, il successo delle opere era legato principalmente ad una triade di cineasti particolarmente prolifici: parliamo di Julio Bracho, Emilio Fernández e Roberto Galvadòn. Quest’ultimo, nonostante possa essere considerato il meno conosciuto fra i tre pilastri dell’epoca d’oro messicana, rappresenta una figura di spicco per la dimensione strettamente politica che permea alcune delle sue opere. Tra quelle rivelatesi più scomode alla posizione del governo messicano post-rivoluzionario troviamo sicuramente Rosauro Castro, pellicola distribuita 1950″.
Continua a leggere l’articolo di Andrea Pedrazzi