Mar

20/07

Cinema Jolly > 18:00

1921 da ridere: Keaton, Biscot

Introducono

Serge Bromberg (Les Coulisses du cinéma, Hard Luck e Seraphine) e Cecilia Cenciarelli (The Electric House)

Accompagnamento al piano di Serge Bromberg per Les Coulisses du cinéma, Seraphine e Crazy to Marry
Accompagnamento al piano di Donald Sosin e alla batteria di Frank Bockius per The Electric House

Info sulla
Proiezione

Martedì 20/07/2021
18:00

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

Modalità di ingresso

Tariffe del Festival

Prenota

LES COULISSES DU CINÉMA

Scheda Film

Con il 1921 il cinema dell’avanguardia classica entra per la prima volta nella rassegna Cento anni fa. Negli ambienti cinematografici il termine ‘avanguardia’ fu probabilmente usato per la prima volta negli anni Venti del secolo scorso in Francia, Germania e altri paesi dell’Europa occidentale per designare film e registi che si allontanavano dal cinema commerciale. Quando parliamo, oggi, di avanguardia cinematografica, ci riferiamo agli anni Venti come al periodo classico. Tra i film del 1921 figurano già alcuni dei protagonisti più celebri del movimento, come Ruttmann e Richter. Entrambi saranno tra i maggiori esponenti del cinema d’avanguardia e sperimentale negli anni successivi. Un’altra opera pionieristica del 1921 è il cortometraggio documentario Manhatta di Charles Sheeler e Paul Strand, considerato da molti studiosi il primo film dell’avanguardia cinematografica americana. Può anche essere visto come un precursore dei celebri ritratti di città (come L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov) che faranno la loro comparsa sotto forma di lungometraggi sperimentali alla fine degli anni Venti.
Accanto ai film di questo nuovo genere mostreremo ‘i soliti noti’ della sezione, come un diario di viaggio dal Nord Africa e un film coloniale dal Congo. Entrambi dimostrano l’incapacità della maggior parte dei registi di avvicinarsi a una cultura straniera in maniera appropriata, pur offrendo splendide riprese cinematografiche di paesaggi africani, importante raison d’être di questo genere. A Movie Trip Through Filmland e Les Coulisses du cinéma si concentrano sul mondo del cinema: il primo ritrae la produzione di materiale cinematografico negli stabilimenti Kodak di Rochester e il secondo indaga la vita delle star hollywoodiane.

Karl Wratschko

Cast and Credits

Prod.: Super Film. 35mm. L.: 336 m. 18 f/s. Col. (Desmet)

SÉRAPHIN OU LES JAMBES NUES

Scheda Film

Dopo la serie La Vie drôle, tra il maggio del 1921 e il febbraio del 1922, Feuillade diresse una serie di sei ‘ciné-vaudevilles’ con il comico Georges Biscot (1889-1944) come protagonista. Biscot, prima di diventare un cantante di music-hall, aveva lavorato come operaio nei laboratori della Pathé e, come proiezionista, al music-hall Bobino. Scoperto da Jacques Feyder mentre eseguiva un’imitazione di Charlie Chaplin, Biscot fece con lui il suo esordio nel cinema nel 1916. Tutti i film della serie Belle humeur vennero girati a Nizza, e questo è il più folle dei vaudeville della serie. Il rispettabile Séraphin, lindo e puntiglioso direttore di una compagnia di assicurazioni, in seguito a una serie di incresciosi incidenti si ritrova senza pantaloni nel bel mezzo della strada.

David Robinson

 

Leggi la recensione su Cinefilia Ritrovata

 

Cast and Credits

Int.: Georges Biscot (Séraphin), Édouard Mathé (Paul Cerisier), Jeanne Rollette (Virginie Cerisier), Émile André (il signor Manchapelle), Reynier (la signora Manchapelle), Blanche Montel (una cliente), Henri-Amédée Charpentier (il proprietario dell’albergo), Lise Jaux (la moglie di Séraphin). Prod.: Société des Etablissements L. Gaumont DCP. Bn. Da: Gaumont

HARD LUCK

Scheda Film

Come noto, la filmografia di Buster Keaton è stata orfana di Hard Luck per più di mezzo secolo. Keaton nutriva un debole per questo film e lo cercò a lungo, come rivelò nel corso della celebre intervista rilasciata a Robert Franklin nel 1958. Non seppe mai che a Milano la Cineteca Italiana ne possedesse una copia (incompleta) dal titolo fuorviante Nel paese degli armadilli; né che un decennio dopo il primo restauro realizzato nel 1987 da Kevin Brownlow e David Gill, sarebbero affiorati nuovi materiali a svelare finalmente quella gag di cui Keaton serbava un ricordo nitidissimo. Dopo oltre quarant’anni arrivava ancora forte l’eco delle risate: “La gente continuò a ridere mentre entrava in macchina e lasciava il parcheggio… e se fossero rimasti in sala probabilmente avrebbero riso per diversi minuti durante film successivo”. Quel tuffo finale – simile ma antitetico al tentato suicidio in The Electric House – è mostrato in un’inquadratura molto keatoniana che racchiude tutto, senza stacchi. Un tuffo impossibile, un’andata e ritorno fin dall’altro capo del mondo.

Cecilia Cenciarelli

Cast and Credits

Scen.: Buster Keaton, Eddie Cline. F.: Elgin Lessley. Int.: Buster Keaton (giovane triste), Virginia Fox (giovane donna), Joe Roberts (capo dei banditi), Bull Montana (marito della giovane donna). Prod.: Joseph M. Schenck per Comique Film Corporation. DCP. Bn.

THE ELECTRIC HOUSE

Scheda Film

Buster Keaton è stato un grande architetto visionario. In ogni angolo delle abitazioni da lui concepite si annida un’immaginazione senza limiti e allo stesso tempo una visione lucida e implacabile dei paradossi della società americana. Se One Week era la parodia della produzione di massa di case prefabbricate – in gran voga dagli anni Dieci – ordinate da catalogo e spedite via posta, The Electric House è l’estensione della macchina-casa (come la definì Deleuze) messa in scena in The Scarecrow, una stanza tutta ingranaggi in cui ogni ambiente si risolve in un unico spazio e ogni pezzo si combina e si complica con un altro. Questa volta nel mirino del genio keatoniano c’è il progresso tecnologico, la casa tutta americana dotata di ogni comfort: un sistema idraulico all’avanguardia, elettricità in tutte le stanze, una cucina moderna superaccessoriata. Ma anche scale mobili, vivande trasportate da carrelli elettrici, uno svuota-piscina e altre amenità. Presto il sistema s’inceppa, lo spazio domestico apparentemente docile e funzionale si ribella, trasformando il sogno piccolo-borghese in un groviglio di meccanismi impazziti che sfuggono al controllo umano.

Cecilia Cenciarelli

 

Per il restauro di The Electric House sono stati ispezionati, digitalizzati e comparati otto elementi messi a disposizione da Cohen Film Collection. Per la ricostruzione sono stati considerati un controtipo negativo di quarta generazione (CO_COLU_DN_RR593) e un controtipo positivo di terza generazione (CO_COLU_DP_BND40).

Cast and Credits

Scen.: Buster Keaton, Eddie Cline. F.: Elgin Lessley. Int.: Buster Keaton (giovane laureato in botanica scelto come ingegnere), Virginia Fox (giovane donna), Joe Roberts (preside di facoltà e padre della giovane). Prod.: Joseph M. Schenck per Buster Keaton Productions. DCP. Bn.