Cinefilia Ritrovata, Cinema Ritrovato 2017: focus su ‘Dawson City – Il tempo tra i ghiacci’ e ‘La notte dei morti viventi’

I post di CinefiliaRitrovata.it dedicati al Cinema Ritrovato. Come ogni anno il magazine della Cineteca di Bologna seguirà da vicino – e con sguardo critico – gli appuntamenti più salienti in programma.

Cinema Ritrovato 2017: Dawson City – Il tempo tra i ghiacci

Le memorie dal sottosuolo d’America di Dawson City – Il tempo tra i ghiacci vivono soprattutto grazie al commento sonoro di Alex Somers, che va oltre il canonico accompagnamento, dando al montato un significato aggiunto non indifferente. Le melodie post-rock del leader dei Sigur Rós compongono un Requiem lisergico e sulfureo che diviene un tutt’uno con i film riemersi dalle fondamenta della cittadina canadese celebrata da Bill Morrison, centro della corsa all’oro d’inizio secolo, abbandonata qualche anno più tardi, una volta esauriti i filoni minerari.

Continua a leggere il pezzo di Lapo Gresleri

Cinema Ritrovato 2017: La notte dei morti viventi

Lo statunitense di origini cubane George A. Romero non ha ancora trent’anni quando il suo film d’esordio esce nel 1968. Lo gira “in famiglia”, nella Pennsylvania che non abbandonerà mai, con una troupe di pochissimi intimi e un budget che la vulgata ci tramanda essere cresciuto da un desolante 6000 a un misero 114 000 dollari; la scelta del bianco e nero (caso isolato nella sua filmografia eccezion fatta per le sequenze oniriche del sottovalutato Martin), resa necessaria da un simile handicap produttivo, paga decisamente dato che il gore nero-pece della Notte dei morti viventi resiste alla prova del tempo ancora meglio degli effetti creati dal maestro Tom Savini per i successivi film di Romero; e a posteriori ha un ruolo fondamentale nel rendere il film istantaneamente autorevole, miliare, classico; parola forte per quello che doveva essere (e per lungo tempo è stato considerato) solo un b-movie nato male, ma anche la più onesta quando il b-movie in questione impone un canovaccio narrativo, trae dal cilindro una delle icone della cultura pop dell’ultimo mezzo secolo e marchia a fuoco la storia del cinema indipendente americano.

Continua a leggere il pezzo di  Lorenzo Meloni