Ven

28/06

Cinema Arlecchino > 18:15

TONI e due corti Gaumont

Jean Renoir
Introduced by

Nicolas Seydoux (Gaumont)

GAUMONT CHRONOCHROME 1912

Quando gli storici rivali della Pathé Frères raggiunsero un livello di perfezione meccanica e una larghissima diffusione nella colorazione a pochoir, nello stesso momento in cui i film in Kinemacolor della Natural Colour Kinematograph Company di Charles Urban facevano la loro clamorosa apparizione, la Gaumont cominciò a lavorare seriamente a un suo sistema di film a colori. Il risultato, detto Chronochrome (ma anche Trichromie, Gaumontcolor o semplicemente cinématographie en couleurs) venne brevettato nel febbraio 1911 ed ebbe la sua première a Parigi il 15 novembre 1912. Sofisticato sistema additivo a tre colori, compreso quel blu che mancava al Kinemacolor, il Chronochrome creava sullo schermo colori che ben si meritavano l’appellativo di ‘naturali’: sono semplicemente meravigliosi, e le immagini non presentano alcuna sbavatura: cinepresa e proiettore erano entrambi attrezzati con tre lenti, per registrare simultaneamente tre immagini, ciascuna esposta a un diverso filtro colorato. In proiezione, le tre immagini si riunivano sullo schermo a formare un’unica immagine a colori, di elegante formato panoramico. (L’altezza ridotta del fotogramma rendeva più semplice ottenere la necessaria tripla velocità di proiezione di 48 f/s, ma anche così sembra che gli strappi e l’usura delle copie, dovuti a un trascinamento troppo rapido, fossero un vero problema). Per arrivare a un buon risultato, le complicate apparecchiature dovevano essere costantemente ritarate durante la ripresa e la proiezione, e nonostante lo splendore dei colori il sistema non ebbe mai una vera diffusione commerciale e, per tutto il suo breve periodo di vita, rimase un esperimento. I documenti sul Chronochrome oggi accessibili sono molto scarsi, e non disponiamo di cifre sicure né sui film realizzati né su quelli sopravvissuti. La Kodak acquistò i diritti per gli Stati Uniti nel luglio 1913; il solo materiale di cui oggi abbiamo la fortuna di disporre sono copie con didascalie inglesi dalla George Eastman House inviati da Leon Gaumont a George Eastman, probabilmente nel 1912-1913. Verreries de Venise, Fleurs e Fruits sono vues tournantes, chiaramente realizzate per dimostrare la spettacolare qualità nella resa dei colori; Deauville-Trouville la plage et le front de mer, Enghien-des Bains, Venise la reine de l’Adriatique e La Grece pittoresque sono panorami, ovvero travelogues, genere che più di tutti chiede a gran voce il colore come anche la presentazione dei cappelli di ultima moda parigina.

Mariann Lewinsky

Il restauro è stato realizzato a partire dalla scansione di copie positive nitrato d’epoca bianco e nero originali. Le scansioni 6K sono state eseguite alla George Eastman House a Rochester dove le copie sono conservate. Una volta eseguita la scansione, si è proceduto con la separazione dei 3 fotogrammi secondo la corrispondenza di colore del filtro originale. In digitale i tre filtri blu, verde e rosso sono stati poi associati alle relative densità. Le sequenze di fotogrammi con il filtro di colore applicato sono stati sovrapposti e un più preciso allineamento dell’immagine è stato applicato manualmente. Il restauro è stato effettuato presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata nel 2019.

La presentazione del programma Gaumont Chronochrome 1912 è parte del progetto A Season Of Classic Films che prolunga le celebrazioni dell’European Year of Cultural Heritage 2018 ed è sostenuto da Creative Europe.

Info sulla
Proiezione

Venerdì 28/06/2019
18:15

Sottotitoli

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Modalità di ingresso

Tariffe del Festival

TONI

Scheda Film

Jean Renoir fu un vero innovatore, più volte capace di creare nuovi tipi di film. Un esempio supremo è rappresentato da Toni, ispirato dall’amicizia e dalla comunanza di idee con Cartier-Bresson e dalla consapevolezza di girare in un certo senso “un documentario sugli attori”. Renoir era dieci anni avanti rispetto alla sua epoca, e oggi vedere Toni è una rivelazione: il neorealismo nasce qui.
Basato su un fatto di cronaca riferito dal commissario di polizia di Martigues, pur narrando la tragedia dei lavoratori immigrati, Toni è un film ottimista, perché contempla nuovi modelli di convivenza per una comunità multinazionale che potrà così creare “una nuova vita sotto altre stelle”. Toni presenta un’intuizione fondamentale della dialettica tra nazionale e internazionale: il vero internazionalismo può nascere solo da una profonda comprensione e presa d’atto dei tratti caratteristici di ogni nazionalità. Renoir avrebbe presto sviluppato questa idea in La grande illusione.
Uno dei film più ‘musicali’ di Renoir, con la sua tematica amorosa Toni mette in luce uno schema familiare di relazioni e sviluppa in dimensioni filosofiche un arco narrativo che abbraccia l’amicizia, l’amore, la gelosia e la morte causata dal malinteso, materia poi rielaborata in La Règle du jeu.
Nel suo articolo “Toni” et le classicisme (“Cahiers du Cinéma 60”, 1956) Renoir scrisse che i grandi successi del cinema francese contemporaneo si basavano sull’imitazione del teatro di boulevard con la loro gestualità eccessiva. “Era normale che volessi opporre a simili artifici la rappresentazione di un fatto di cronaca nel suo ambiente autentico. […] Sarei felice se riusciste a intuire almeno un po’ del mio grande amore per la comunità mediterranea di cui Martigues è un concentrato. Quei lavoratori di origini e lingue diverse, venuti in Francia alla ricerca di una vita migliore, sono gli eredi più autentici della civiltà greco-romana che ha fatto di noi ciò che siamo.
[…] Tutto era stato pensato in modo tale che il risultato si avvicinasse il più possibile al documentario. Era nostra ambizione dare al pubblico l’impressione che una macchina da presa invisibile avesse filmato le fasi di un conflitto senza che gli esseri umani inconsciamente coinvolti nell’azione ne fossero essi stessi consapevoli. Non ero probabilmente il primo a tentare una simile avventura, e neanche l’ultimo. In seguito il neorealismo italiano avrebbe spinto questo metodo alla perfezione”.

Peter von Bagh, Elokuvan historia [History of the Cinema] (1975/2004), traduzione di Antti Alanen

Cast and Credits

Scen.: Jean Renoir, Carl Einstein. F.: Claude Renoir. M.: Marguerite Renoir, Suzanne de Troeye. Scgf.: Léon Bourrely. Mus.: Paul Bozzi. Ass. regia: Luchino Visconti. Int.: Charles Blavette (Antonio ‘Toni’ Canova), Jenny Hélia (Marie), Célia Montalvan (Josépha), Edouard Delmont (Fernand), Max Dalban (Albert), Andrex (Gaby), Michel Kovachevitch (Sébastian), Paul Bozzi (chitarrista). Prod.: Marcel Pagnol per Films d’aujourd’hui. DCP 4K. D.: 84’. Bn.

LE CARNAVAL DE NICE

Anno: 1913
Paese: Francia
Durata: 8'
Audio
Muto
Edizione
2019

La Grèce Pittoresque

Anno: 1912-1913
Paese: Francia
Durata: 15'
Audio
Muto
Edizione
2019