Sab

30/06

Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni > 09:00

Arrigo Frusta: Nuovi restauri

Introducono

Andrea Meneghelli (Cineteca di Bologna), Claudia Gianetto (Museo Nazionale del Cinema di Torino), Daniela Currò (Conservatore Cineteca Nazionale) e Elif RongenKaynakçi (EYE Filmmuseum)

Accompagnamento al piano di

Stephen Horne

Lavorare alla retrospettiva su Arrigo Frusta è stata l’occasione per censire le copie esistenti e per individuare alcuni titoli meritevoli, a nostro giudizio, di un nuovo restauro. Li abbiamo raggruppati in questa sezione (ma c’è anche un transfuga, La regina di Ninive, che abbiamo infilato altrove). Decisamente complesso è stato il restauro di Nerone, scaturito dal confronto e dalla collazione di tre copie diversamente degradate e incomplete, conservate da Cineteca di Bologna, EYE Filmmuseum e CSC – Cineteca Nazionale. Particolarmente affascinante è stata la ricostruzione del colore, che ci ha messo di fronte a un giallo ancora insoluto, anche se gli spettatori della copia restaurata non potranno accorgersene. Il positivo d’epoca imbibito di Bologna presenta infatti una manciata di singoli fotogrammi, indistinguibili in proiezione, colorati (presumibilmente) a mano. Caso che ci pare molto raro, da approfondire, complicato dal ritrovamento di un frammento pochoir conservato da Lobster.
A proposito di colore, la scelta di riprendere in mano alcuni nitrati dell’inesauribile collezione Joye, già in passato ristampati su bei 35mm bianco e nero dal BFI, nasce proprio dalla volontà di ritrovare le imbibizioni degli originali. I rossi sanguigni delle fucine in cui si perpetrano atroci delitti, le cannonate arancioni che illuminano la neve delle Alpi russe, il blu notturno punteggiato da un lampo di luce che significa salvezza. Per comprendere i film di Frusta, e goderli al meglio, anche la drammaturgia del colore può essere una chiave.

Andrea Meneghelli

Info sulla
Proiezione

Sabato 30/06/2018
09:00

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

Modalità di ingresso

Tariffe del Festival

NERONE

Scheda Film

Successone distribuito nel mondo in 342 copie (il numero lo riferisce lo stesso Arturo Ambrosio, padrone di casa). In effetti, è ancora oggi uno spettacolo spassoso. Frusta estrae dalla vulgata sull’imperatore crudele per antonomasia l’aspetto a modo suo sentimentale: quella di Nerone è la storia di un amour fou. Lui e Poppea, anime tragicamente affini, si crogiolano negli abissi della loro passione. Il resto può anche andare a fuoco. E l’insulsa Ottavia beccarsi una daga nella schiena. La scena dell’incendio di Roma non ci colpisce solo per l’evidente magnificenza visiva: ci turbano soprattutto i due amanti, che dal lato sinistro dell’inquadratura contemplano il rogo terribile e sublime, trovandovi ispirazione per nuove effusioni erotiche. Il seguito è una successione di misteri: che fine ha fatto Poppea? Per quale motivo Nerone si ritrova torturato e allucinato dal rimorso (non per l’incendio, non per Ottavia, ma per aver messo a morte i cristiani)? Forse i due eventi sono intimamente legati: la scomparsa dell’amata apre la porta all’irruzione dei fantasmi, tramutando la pazzia d’amore in banale pazzia. Resta la morte, per propria mano.

Cast and Credits

Sog., Scen.: Arrigo Frusta. F.: Giovanni Vitrotti. Scgf.: Decoroso Bonifanti. Int.: Alberto Capozzi (Nerone), Lydia De Roberti (Poppea), Mirra Principi (Ottavia), Luigi Maggi (Epafrodito), Dirce Marella (ancella di Ottavia), Ernesto Vaser (senatore; uomo del popolo), Ercole Vaser (spione), Serafino Vité, Leo Ragusi (uomini del popolo), Paolo Azzurri (senatore). Prod.: S.A. Ambrosio DCP. D.: 15’ Imbibito

LA FUCINA

Scheda Film

Da ottimo forgiatore di trame, Frusta doveva sapere bene che un piano, per quanto attentamente predisposto, rischia di scivolarti addosso, deviare per conto suo, addirittura ritorcersi contro chi l’ha architettato. Questo racconto ne è una prova bruciante. L’ordito sembra perfetto e certosino, una fila di inganni a incastro, calcolati sul filo di una clessidra. Il fine è diabolico: vendicarsi di una donna, e per far questo abbrustolirne il paggio innocente nella fornace. Vendetta da consumare calda, in una fucina infernale. Ma il fato gioca coi dadi truccati, e chi si illudeva di guidare il gioco finisce in cenere. Destino baro, film crudele, come sa esserlo spesso il mondo di Frusta. Tratto dalla ballata di Schiller, per soddisfare gli agenti tedeschi dell’Ambrosio che richiedevano adattamenti da letterati di pregio.

Cast and Credits

T. alt.: L’andata alla fucina. Sog.: dalla ballata Der Gang nach dem Eisenhammer di Friedrich Schiller. Scen.: Arrigo Frusta. F.: Giovanni Vitrotti. Int.: Mary Cléo Tarlarini (la moglie del conte), Alberto A. Capozzi (il conte di Saverno), Romilde Nigra (il paggio), Luigi Maggi (il conte Roberto), Serafino Vité, Paolo Azzurri, Leo Ragusi (uomini della fucina). Prod.: S.A. Ambrosio DCP. D.: 12’ Imbibito.

IL GRANATIERE ROLAND (CAMPAGNA DI RUSSIA 1812)

Scheda Film

La stampa dell’epoca esulta: “un poderoso lavoro d’arte”, “un gioiello purissimo”, “una prova magistrale come non se ne erano mai viste”. Il dispiego dei mezzi, la veridicità della messa in scena (coadiuvata dalla perfezione dei trucchi), la massa di comparse impiegate sbalordiscono il pubblico. Anche Georges Sadoul, nella sua classica Histoire générale du cinéma, ne riconosce il valore storico, la grandezza delle scene en plein air (nella Vauda di San Maurizio, nelle pianure piemontesi), la qualità della fotografia di Vitrotti (“sa usare la neve come un personaggio del dramma”). La trama: il granatiere Roland torna al paesello e trova Elena, la promessa sposa, ormai andata in moglie a un ufficiale. Si arruola per la campagna di Russia, e al fronte ritrova l’amata al seguito del marito. Nel corso della ritirata, per salvare la vita all’ufficiale ferito ed evitare alla donna cotanta disgrazia, non esita a esporsi al sacrificio supremo. Il film è ancora sorprendente per l’efficacia della messa in scena nei grandi e nei piccoli spazi, per la capacità di mettere lo spettacolo colossale al servizio del dramma intimo. E per la neve, come ben notava Sadoul. Un film colorato per un film di neve, sembra un paradosso. Ma in realtà, nella bella tavolozza di imbibizioni che questo restauro ci restituisce, il bianco accecante mantiene un ruolo da protagonista. Frusta si ritaglia il ruolo di Napoleone, dopo essersi opposto alla scelta di Oreste Grandi, condannato da un naso a nespola impresentabile. Come ricorda lo stesso Frusta, dovette sacrificarsi all’onere di tagliarsi i “vistosi, prepotenti baffoni”.

Cast and Credits

Sog., Scen.: Arrigo Frusta. F.: Giovanni Vitrotti. Scgf.: Decoroso Bonifanti, Paolo Borgogno. Int.: Alberto A. Capozzi (il granatiere Roland), Mary Cléo Tarlarini (Elena), Giuseppe Gray (il tenente marito di Elena), Mario Voller Buzzi (un ussaro), Ernesto Vaser (l’oste), Gigetta Morano (la vivandiera), Arrigo Frusta (Napoleone), Oreste Grandi, Ercole Vaser, Serafino Vité (soldati). Prod.: S.A. Ambrosio DCP. D.: 20′ Imbibito

LA LAMPADA DELLA NONNA

Scheda Film

A due anni di distanza da Nozze d’oro, la rodatissima accoppiata Frusta-Maggi torna su un tema tra i più cari al cinema italiano del tempo: l’epopea risorgimentale, con annesso obbligo di ridurre l’invasore austriaco a vittima designata della scaltrezza e del coraggio patriottici. Il pubblico si infiamma, al punto da inveire oltre misura quando il nemico irrompe sullo schermo, costringendo qualche questura a bloccare il film. Come nel precedente Nozze d’oro, la vicenda si svolge nella cornice del ricordo e regala ai protagonisti l’occasione per innamorarsi. La ‘voce narrante’ qui è quella della nonna, restia ad accettare la modernità di una lampada elettrica: è proprio grazie alla sua vecchia lampada a olio, infatti, che riuscì a spazzare via il nemico e a maritare il bel tenentino. Il film eccelle per l’uso dello spazio: la cittadina sotto assedio ha un carattere poroso, che invita al nascondiglio, a un gioco degli inganni che ha il proprio fulcro nella sacrestia e nella torre campanaria. Gli austriaci soccombono perché smarriscono il controllo della topografia e non sanno guardare oltre le apparenze. Come spesso avviene nelle storie di Frusta, vince chi sa approfittare dell’anfratto nascosto, del travestimento, del doppio gioco.

Cast and Credits

Sog., Scen.: Arrigo Frusta. F.: Giovanni Vitrotti. Int.: Fernanda Negri-Pouget (la nipote), Umberto Scalpellini (il curato), Luigi Chiesa (il tenente Carlo), Luciano Manara (Zufolo). Prod.: S.A. Ambrosio DCP. D.: 42’. Imbibito