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26/06

Cinema Jolly > 09:00

Čovjek bez lica/ZENICA

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Proiezione

Domenica 26/06/2022
09:00

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

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ČOVJEK BEZ LICA

Scheda Film

Esplorando il mondo interiore dei detenuti, Bahrudin Bato Čengić pone su un livello esistenziale le questioni del crimine, del castigo, della famiglia e della responsabilità. Il film ritrae la vita all’interno di un carcere avvalendosi di immagini e suoni: rumore di passi e tintinnio di metalli, colonna sonora minimalista e voce fuori campo extradiegetica compongono il paesaggio sonoro, mentre una macchina da presa in carrellata scruta il linguaggio del corpo concentrandosi su nuche, teste, piedi, figure in movimento e oggetti. Il narratore fa domande e richieste, ammonisce i prigionieri. Se Osmanli si limitava ad accennarlo, Čengić trasforma la voce della coscienza in un personaggio. Non solo: Čengić – più che tendere a una critica sociale del sistema carcerario – è interessato allo studio ben più complesso della prigione interiore in cui l’uomo si rinchiude commettendo il crimine, e della spersonalizzazione che ne consegue. Di qui la cancellazione del volto umano, efficace idea visiva del film. Čovjek bez lica annuncia lo stile personalissimo del regista, rivelandosi uno dei più grandi cortometraggi della storia del cinema.

Mina Radović

Cast and Credits

Scen.: Bato Čengić. F.: Đorđe Jolić. M.: Manja Fuks. Mus.: Kiril Makedonski. Prod.: Nikola Durdević per Sutjeska Film. 35mm. D.: 18’. Bn.

ZENICA

Scheda Film

Se siete alla ricerca di un impeccabile melodramma jugoslavo lo troverete nel brillante Zenica di Jovan Živanović e Miloš Stefanović, un classico che ci porta nell’epicentro dell’industrializzazione postbellica. Narrando l’arrivo di una coppia in un quartiere residenziale di Zenica, in Bosnia ed Erzegovina, il film ci permette di vivere la dinamica multiculturale della società jugoslava dell’epoca. L’ingegnere Bora (Rade Marković) e sua moglie Divna (Gordana Miletić), una coppia di città, giungono in una cittadina rurale dall’aspetto fatiscente in cui la fonte principale di lavoro – nonché il motivo che li ha portati lì – è la grande fabbrica. Con personaggi come il professore (Viktor Starčić), Hasan (Stole Aranđelović), Rajko (Pavle Vuisić) ed Emina (Svetlana Mišković) incontriamo un variegato gruppo di persone che ‘dormono sotto lo stesso tetto’ e i cui destini riflettono le trasformazioni sociali di un paese proiettato sempre più in avanti dalla modernizzazione. La storia agrodolce di Emina, particolarmente toccante, ci mostra il suo conflitto interiore tra la rigida educazione musulmana e il nuovo stile di vita secolare. Gli incontri tra persone simboleggiano quelli di diversi mondi e mentalità, e le tante storie che compongono il film sono costruite come complessi ritratti psicologici che ci mostrano i vari effetti di questi incontri sulle vite dei personaggi. La storia di Bora, che deve trovare un modo per impedire alla moglie di andarsene, non si sviluppa secondo un arco romantico tradizionale ma diviene l’elemento liberatorio finale all’interno di una trama stratificata che ci permette di conoscere una comunità e di condividerne gioie e dolori. Paragonabili a Elia Kazan e a Otar Iosseliani, i due registi creano un’opera struggente in cui drammaturgia e personaggi s’incontrano in maniera originale, mentre le riflessioni critiche sulla società espresse nel film troveranno un perfetto pendant in Čovek nije tica di Makavejev. Nei due decenni successivi Miloš Stefanović si affermò nell’ambito del cortometraggio documentario, mentre Jovan Živanović realizzò una sorprendente serie di lungometraggi, con grandi film quali Te noći (1958), Čudna devojka (1962) e Gorki deo reke (1965), nei quali la sua visione registica si unì al talento per la caratterizzazione dei personaggi e a una drammaturgia non convenzionale, esaltando il suo approccio psicologico alla tradizione e alla modernità.

Mina Radović

Cast and Credits

Scen.: Miloš Stefanović, Bogdan Jovanović, Bogdan Jakić. F.: Josip Novak. M.: Jelena Bjenjaš. Scgf.: Dragoljub Lazarević. Mus.: Bojan Adamič. Int.: Rade Marković (Bora), Gordana Miletić (Divna), Meta Milošević (Cika Pjer), Stole Aranđelović (Hasan), Mihajlo Viktorović (Zdenko), Nikola Popović (Avdaga), Viktor Starčić (il professore), Pavle Vuisić (Rajko), Svetlana Mišković (Emina). Prod.: UFUS - Udruženje Filmskih Umetnika Srbije. 35mm. D.: 80’. Bn.