Morgen Beginnt Das Leben

Werner Hochbaum

[Domani comincia la vita] T. int.: Life begins tomorrow. Scen.: Carl Behr. F.: Herbert Körner. M.: Marianne Behr. Scgf.: Gustav A. Knauer, Alexander Mügge. Mus.: Hansom Milde-Meißner. Int.: Erich Haußmann (Robert), Hilde von Stolz (Marie), Harry Frank (il violinista), Walter von Lennep (cantante), Etta Klingenberg (la ragazza del caffé), Edith Schollwer (la cameriera), Gustav Püttjer (l'uomo della giostra). Prod.: Ethos-Film GmbH. 35mm. D.: 76'.

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

La cronaca di una giornata angosciante. Dopo cinque anni di prigione, Robert è libero. Sua moglie Marie vuole passare a prenderlo ma subentra una serie di inconvenienti. I due si cercano, si mancano ripetutamente e intanto Robert inizia a dubitare della fedeltà di Marie e della promessa di un futuro migliore. Un uomo qualunque, una donna qualunque, le gioie e gli incidenti della moderna vita urbana: il regista Hochbaum e lo sceneggiatore Carl Behr si ispirano a film sulla realtà cittadina come Primo amore di Paul Fejos (1928) o Da sabato a domenica di Gustav Machatý (1931), ma la loro visione è complessivamente più cupa. Giunto nelle sale tedesche nell'estate successiva all'avvento dei nazisti, il film è stato giustamente letto come "un sintomo della transizione, un'espressione dell'angoscia nevrotica del 1933" (Karsten Witte). Dalle esperienze di Robert e Marie Hochbaum tesse raffinati montaggi di immagini e suoni, mondo interiore ed esteriore, impressioni e ricordi. Non accontentandosi di esibire le tecniche cinematografiche sperimentali dei tardi anni Venti, con il suo tour de force fatto di piani sequenza, montaggio ritmico e narrazione per immagini Morgen Beginnt das Leben realizza un deciso, impetuoso ritratto dell'inquietudine e del disorientamento: invece delle masse proletarie troviamo le vicine maligne e pettegole dell'ex galeotto, presentate in un montaggio sempre più serrato. Quando la macchina da presa viene fissata su una giostra, il risultato non è l'euforia alla Jean Epstein, ma un movimento lugubre che scruta silenziosamente Robert. La porta di casa non si apre, le strade sono piene di rumori e di sinistri bisbigli, e nel caffè in cui lavorava Robert viene assalito dai ricordi dell'omicidio commesso per impulso. Osservati da una "macchina da presa ammanettata" (secondo l'espressione di Bert Rebhandl) al protagonista, appaiono ancora più preziosi i rari momenti di felice oblio: una cameriera che canticchia una canzonetta di successo, un cameriere che dondola il capo al ritmo della musica. Le riserve di luce del film vengono da questi momenti di tregua più che dalla felice decisione dell'ultimo minuto che segna l'improbabile lieto fine, primo dei tanti inaffidabili epiloghi che punteggeranno l'opera di Hochbaum.

Joachim Schätz