LA MANO DELLO STRANIERO

Mario Soldati

Sog.: dal racconto omonimo di Graham Greene. Scen.: Giorgio Bassani, Guy Elmes. F.: Enzo Serafin. M.: Tom Simpson, Leslie Hodgson, Leo Cattozzo. Scgf.: Luigi Scaccianoce. Mus.: Nino Rota. Int.: Alida Valli (Roberta), Trevor Howard (maggiore Court), Richard Basehart (Joe), Richard O’Sullivan (Roger Court), Eduardo Ciannelli (dottor Vivaldi), Arnoldo Foà (il commissario), Guido Celano (questore), Jacopo Tecchio (Giorgio Luzzi), Guido Costantini (Peskovitch), Nerio Berardi (direttore dell’albergo). Prod.: Peter Moore per Rizzoli Film, Milo Film. 35mm. D.: 87’. Bn.
info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Un giorno Graham Greene, per gioco, partecipò sotto pseudonimo a un concorso per racconti scritti nello stile di Graham Greene, e arrivò secondo. Da questo racconto il suo amico Mario Soldati gli chiese di trarre un soggetto cinematografico: è così che è nato La mano dello straniero. La vicenda è una classica storia di perdita dell’innocenza infantile sullo sfondo di intrighi spionistici: qualcosa tra Il terzo uomo e Fuga in Francia. Un bambino è alla ricerca del padre rapito, in una Venezia vociante e ostile, aiutato da una bella infermiera, ma anche da un ambiguo medico. L’incontro tra Soldati e Greene al cinema è assai curioso, e la trama era ideale: i due avevano in comune un gusto stevensoniano dell’avventura, e un senso cattolico della suspense. Purtroppo la lavorazione del film fu subito gravata da pesanti problemi economici, e per giunta lo sfondo spionistico da guerra fredda dovette essere modificato per ragioni politiche, fino a risultare piuttosto oscuro. Ma lo stordimento dei personaggi nella città rimane uno dei punti di forza del film, insieme alla straordinaria figura di cattivo interpretata da Eduardo Ciannelli. Il cuore del film è lui, attore nato a Ischia e grande caratterista nel cinema hollywoodiano degli anni Trenta e Quaranta (tra gli altri con Walsh, Hitchcock, Ford) promosso al rango di protagonista. Il suo personaggio di nichilista che legge Il tramonto dell’Occidente, e il suo volto segnato, sono con evidenza uno di quei dettagli nei quali, come talvolta capita in Soldati, si risolve e giustifica un intero film.

Copia proveniente da