MARLENE DIETRICH

A cura di Deutsche Kinemathek

Nell’ultimo secolo Marlene Dietrich è stata a tal punto celebrata, discussa, fotografata e, ovviamente, mostrata su pellicola che per molti spettatori europei e nordamericani il suo nome di battesimo è già sufficiente a presentarla. La sua carriera e la sua vita, indagate da ogni possibile angolazione, appaiono percorse da un filo conduttore: Marlene Dietrich non esitò a gettare scompiglio nel cinema e nella società, ora sfidandone le norme, ora imponendo sullo schermo una presenza sensazionale che disgrega le narrazioni classiche per far convergere tutti gli sguardi su di lei e sulla sua forza scenica. Proprio le tante sfide che Marlene ha lanciato al suo pubblico hanno fatto sì che ancora oggi diverse comunità la percepiscano come un esempio da seguire: Marlene è stata provocatoria come madre in carriera, come star bisessuale che praticava il cross-dressing, come icona della moda e dello stile che ha saputo creare la propria immagine, come attrice politicamente impegnata e nettamente schierata a favore della libertà, della tolleranza e della democrazia. Attraverso una selezione di grandi film, questa retrospettiva si sofferma quindi su Marlene come forza dirompente della storia del cinema.

Café Elektric (1927) di Gustav Ucicky • Die Frau, nach der man sich sehnt (Enigma / The Woman One Longs for, 1929) di Curtis Bernhardt • Der Blaue Engel (L’angelo azzurro / The Blue Angel, 1930) di Josef von Sternberg • Morocco (Marocco, 1930) di Josef von Sternberg •  Shanghai Express (1932) di Josef von Sternberg • Blonde Venus (Venere bionda, 1932) di Josef von Sternberg • Marlene Dietrich Home Movies (1932-1942) • Destry Rides Again (Partita d’azzardo, 1939) di George Marshall • A Foreign Affair (Scandalo internazionale, 1948) di Billy Wilder • Witness for the Prosecution (Testimone d’accusa, 1957) di Billy Wilder • Touch of Evil (L’infernale Quinlan, 1958) di Orson Welles