1911-SETTANTA FILM DI CENTO ANNI FA

“I primi film in uno o due atti erano meglio.
Il cinema d’anteguerra era più vario,
I corti non dovrebbero essere il pre-programma, ma il programma.»
Hans Richter, 1929

Il film è l’arte della quarta dimensione: il tempo. Per Il Cinema Ritrovato, dedicato ai film del passato, il fattore Tempo è strumento al quadrato, che si eleva al cubo nella sezione Cento anni fa, perché si aggiunge ogni anno un nuovo Cento anni fa e quelli di sei o sette o otto anni fa ora sono di centodue, centotre o centosei anni fa. Per preparare questo programma mi sono persa nei vecchi film. E adesso, nel 1911, sento un vento del presente; mi fermo, sul limitare del bosco, con alle spalle la foresta vergine del cinema delle origini e davanti a me la vista sulle autostrade degli anni Dieci - Léonce Perret, Asta Nielsen e il “Divafilm”, le attrici comiche... e un segnale stradale: a due anni da qui Quo Vadis?.

«2 ou 3 choses que nous savons du 1911»

Quest’anno ho avuto fra le mani troppi bei film, ben prima della fine delle ricerche negli archivi. Mi sono resa conto che non è più possibile fare una selezione in modo esaustivo e sistematico, e riuscire a fare un quadro rappresentativo di un’annata. E dunque, allora, decidere, scegliere... I nove programmi di questa edizione si concentrano sulla produzione italiana e francese. Ho escluso ciò che è stato recentemente presentato al Festival (ad esempio Perret, la Nielsen e le attrici comiche) per dare precedenza a film meno conosciuti. Uno dei temi principali del 1911 è il poliziesco, un genere che in tutta Europa vive una stagione di boom senza precedenti: il primo Zigomar fa furore, e Victorin Jasset si mostra come regista brillante. Altri programmi sono incentrati sul tema della (nostra) attualità in rapporto al passato, sulla pantomima e sull’antico al cinema. Entrambi questi temi verranno ripresi l’anno prossimo. Distribuite su tutti i programmi sono invece le comiche italiane: il 1911 è un anno di eccezione del genere. 

(Mariann Lewinsky)

Sezione a cura di Mariann Lewinsky