Ven

28/06

Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni > 09:00

PARIS QUI DORT

Accompagnamento al piano di

Donald Sosin

Danzando con Catherine Hessling: due storie di Jean Renoir

 

“Adoro andare a cavallo e ballare” dichiarava Catherine Hessling in un’intervista per “Minerva” nell’aprile del 1926, quando stava per uscire Nana di Renoir che la vedeva nel ruolo principale. “Per ora studio danza classica, ma attendo il ritorno del jazz negro a Parigi per poter ballare le danze esotiche”.
Sur un air de Charleston e La Petite marchande d’allumettes mostrano Hessling impegnata in due tipi opposti di danza. In Charleston esibisce le proprie doti atletiche, mentre in La Petite marchande d’allumettes si muove con la delicata grazia di un mimo in un paesaggio fiabesco e mutevole, precisando in minimi gesti espressivi il proprio personaggio.
Niente può spiegare la stranezza di Sur un air de Charleston, compresa l’affermazione di Renoir che tanto valeva fare qualcosa con la pellicola avanzata da Nana. Fu Jacques Becker, conoscitore del jazz americano e vecchio amico di Renoir prima di diventarne l’aiuto regista, a persuadere Johnny Hudgins a partecipare a questa fantasia sull’inversione dei ruoli razziali? Hudgins, ballerino afro-americano della Revue nègre a Parigi, interpreta uno scienziato africano che attraversa lo spazio per atterrare in una Parigi distrutta e scoprire una selvaggia (Hessling) in abiti succinti. I due si studiano con curiosità reciproca e priva di sfumature sessuali: lei gli mostra il Charleston e lui, in giacca e cravattino e in blackface, si unisce alla danza. Dopo tre giorni il film fu lasciato incompiuto, senza la musica composta per tutte quelle danze. Stando a Renoir non erano presenti didascalie.
La Petite marchande d’allumettes è un film perfetto, tipicamente renoiriano: la fiaba di Andersen vi assume toni ancora più cupi, come spesso è il caso nei film di Renoir degli anni Trenta. Nell’originale troviamo una bambina vittima della povertà e dell’indifferenza che nel tentativo di sfuggire al gelo accende qualche fiammifero per scaldarsi: per ogni fiammifero acceso le appare una visione che la incanta. Nella seconda parte del film di Renoir, Hessling attraversa una soglia dallo sfondo bianco che la conduce in una dimensione di felicità presto interrotta dalla Morte, che uccide i giocattoli animatisi per lei. Due cavalli attraversano il cielo a galoppo disputandosi la sua vita, ma il soldato che sta tentando di salvarla finisce ucciso. La morte cattura così la giovane, e si torna a una sorta di realtà. Renoir amava esplorare le possibilità della pellicola pancromatica e sperimentare con effetti speciali artigianali insieme all’operatore Jean Bachelet, al mago della tecnologia Raleigh e al co-creatore Jean Tedesco usando la soffitta del Vieux Colombier, il teatro di quest’ultimo. Stando a Renoir, il film era pensato per essere proiettato senza didascalie.

Janet Bergstrom

Info sulla
Proiezione

Venerdì 28/06/2019
09:00

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

Modalità di ingresso

Tariffe del Festival

PARIS QUI DORT

Scheda Film

Il guardiano della Torre Eiffel si sveglia mentre Parigi, per la follia di uno scienziato, si è immobilizzata. La città diventa allora il parco giochi della sua fantasia e di quella dei suoi festosi compagni sfuggiti al ‘raggio diabolico’. Opera insieme irriverente ed elegante, piena di spirito e di poetica allegria, Paris qui dort porta un vento di libertà. Con questo primo film René Clair osa, per citare le sue parole, “riportare il cinema alle sue origini per liberarlo da tutta la falsa arte che lo soffoca”. Il film è girato in economia di mezzi durante l’estate del 1924. Una copia lavoro viene presentata alla stampa a novembre, ma l’uscita del film tarda perché il cineasta è impegnato con Entr’acte. Nel primo montaggio si vedono ancora circolare alcuni passanti. Un’altra versione, in cui tutto appare immobile, sarà distribuita in Inghilterra nel gennaio del 1925, poco prima dell’uscita del film a Parigi.

Stéphanie Salmon

 

Il primo film di René Clair è una fantasia comica che sintetizza buona parte della prassi dell’avanguardia narrativa dell’epoca. […] Il suo carattere grezzo attestava il desiderio del regista di resuscitare la “tradizione prebellica, vale a dire la tradizione delle comiche francesi” e delle féeries di Méliès. Anche se con i registi dell’avanguardia narrativa condivideva l’attrazione per la ‘macchina cinematografica’, Clair disapprovava ciò che considerava il loro eccessivo estetismo e orientò il dispositivo verso fini diversi. In Paris qui dort, quindi, il film d’avanguardia narrativa è messo esplicitamente al servizio di una fantasia divertente e di una visione sociale brillante e satirica.
[…] Come alcuni suoi predecessori, Paris qui dort si inventa una mescolanza di reale e fittizio, di realtà e fantasia. L’insieme è però dissimile dagli esiti di L’Herbier, Epstein e Dulac. E non comporta affatto la complessità delle figure retoriche o delle relazioni sintattiche che caratterizzano la produzione di quest’ultimi. Il film di Clair è composto in gran parte da riprese documentaristiche di Parigi, dei suoi famosi monumenti, dei suoi abitanti, dei veicoli che percorrono le sue strade. […] Riproducendo quel primo momento in cui le fotografie si animarono e ‘presero vita’, Paris qui dort recupera la magia del cinema con una semplicità che ricorda Sherlock Jr. (1924) di Buster Keaton. […] Nonostante tutte le sue longueurs e i suoi difetti di esecuzione, il film di Clair offre la visione originalissima di un altro, meraviglioso mondo.

Richard Abel, French Cinema. The First Wave 1915-1929, Princeton University Press 1984

Cast and Credits

T. alt.: Le Rayon de la mort. Sog., Scen.: René Clair. F.: Maurice Desfassiaux. M.: René Clair. Scgf.: André Foy. Mus.: Jean Wiener. Int.: Henri Rollan (Albert), Madeleine Rodrigue (Hesta), Albert Préjean (l’aviatore), Marcel Vallée (il ladro), Charles Martinelli (il professor X), Myla Seller (la nipote del professor X), Louis Pré Fils (il detective), Antoine Stacquet (l’industriale miliardario). Prod.: Henri Diamant-Berger per Les Films Diamant. DCP. D.: 59’. Bn.

LA PETITE MARCHANDE D’ALLUMETTES

Titolo Internazionale
The Little Match Girl
Titolo Italiano
La piccola fiammiferaia
Regia: Jean Renoir, Jean Tedesco
Anno: 1928
Paese: Francia
Durata: 29'
Versione del film
Didascalie francesi
Edizione
2019

SUR UN AIR DE CHARLESTON

Titolo Internazionale
Charleston
Regia: Jean Renoir
Anno: 1927
Paese: Francia
Durata: 16'
Versione del film
Didascalie francesi
Audio
Muto
Edizione
2019