Dom

24/06

Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni > 18:30

DER FALL ROSENTOPF / GRÄFIN KÜCHENFEE / PUPPCHEN

Introduced by

Dirk Förstner (Bundesarchiv) e Elif RongenKaynakçi (EYE Filmuseum)

Accompagnamento al piano di

Stephen Horne

Info sulla
Proiezione

Domenica 24/06/2018
18:30

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

Modalità di ingresso

Tariffe del Festival

DER FALL ROSENTOPF

Scheda Film

Quando Der Fall Rosentopf fu girato l’impero tedesco era sul punto di crollare. Guardando il frammento riscoperto di questo film a lungo considerato perduto, sorge immediata una riflessione: questa crime comedy è così disinvolta e spensierata da far pensare che la sconfitta nella Grande guerra e il trauma tedesco che ne derivò non siano mai esistiti. Ancora una volta Ernst Lubitsch interpreta un ebreo berlinese di nome Sally, già impersonato in Schuhpalast Pinkus (Pinkus l’emporio della scarpa, 1916) e in Meyer aus Berlin (Meyer il berlinese, 1918). Stavolta Sally è l’aiutante del detective Ceeps, e il suo compito è risolvere il caso Rosentopf. Dall’interpretazione di Lubitsch traspare un contagiosissimo piacere di recitare che ci fa desiderare di poter vedere un giorno anche la parte restante del film. Le didascalie sono arricchite da un’ampia gamma di sottintesi e offrono un primo assaggio dello stile che sarà chiamato ‘Lubitsch touch’. La copia nitrato del frammento di Der Fall Rosentopf contenente scene del primo e del secondo atto fu consegnata nel 1987 all’ex Archivio cinematografico della DDR (SFA) da un collezionista privato e fu successivamente acquisita dal Bundesarchiv Filmarchiv. A causa dell’assenza del titolo, l’identificazione è avvenuta solo molti anni dopo.

Dirk Förstner

Cast and Credits

Scen.: Ernst Lubitsch, Hanns Kräly. F.: Alfred Hansen. Scgf.: Kurt Richter. Int.: Ferry Sikla (Rentier Klingelmann), Margarete Kupfer (Rosa), Ernst Lubitsch (Sally), Trude Hesterberg (Bella Spaketti). Prod.: Paul Davidson per Projektions-AG “Union” (PAGU). DCP. D.: 19’. Col.

GRÄFIN KÜCHENFEE

Scheda Film

Henny Porten interpreta il doppio ruolo di una contessa libertina e della sua cuoca Karoline Blum, attrice dilettante. Mentre il conte è all’estero, la contessa resta a casa attorniata dai suoi tre corteggiatori. La nobildonna dovrebbe ricevere un dignitario incaricato di indagare sulle sue buone maniere: da ciò dipende la promozione del conte. Invece anche la contessa se ne va. Il personale decide di prendersi una vacanza, con l’eccezione di Karoline che, cogliendo l’occasione al balzo, si traveste da contessa per ripassare la sua parte in uno spettacolo. Il dignitario la trova a casa tutta sola, la scambia per la contessa e le suggerisce di organizzare una grande festa per il giorno successivo. Karoline recluta allora i membri del personale spacciandoli per ospiti aristocratici. Riesce così a ottenere la promozione del conte. Nel frattempo la vera contessa è stata arrestata per ubriachezza in luogo pubblico e deve comparire in tribunale. Per evitare lo scandalo, si fa passare per Karoline e manda quest’ultima a dichiararsi colpevole.
Il doppio ruolo mette in risalto le doti comiche della Porten, soprattutto nelle scene in cui, nei panni di Karoline, imita se stessa nei panni della contessa. Ciò raddoppia il livello di esuberanza: la sguattera si diverte imitando i modi già isterici della padrona. E Porten sembra divertirsi infinitamente a interpretare i due personaggi. Il doppio ruolo, unito all’espediente dello scambio di identità e ai dialoghi arguti, produce una commedia veloce e divertente che ricorda i film scritti dalla sorella di Henny, Rosa.

Elif Rongen

Cast and Credits

Scen.: Robert Wiene. F.: Karl Freund. Scgf.: Ludwig Kainer. Int.: Henny Porten (contessa Gyllenhand/Karoline Blume), Heinrich Schroth (conte Gyllenhand), Paul Biensfeldt (il principe), Ernst Hofmann, Reinhold Schünzel, Martin Lübbert. Prod.: Oskar Messter per Messter-Film GmbH. 35mm. L.: 950 m. D.: 46’ a 18 f/s. Col.

PUPPCHEN

Scheda Film

Fritzi lavora in un’elegante casa di moda. Un giorno rompe involontariamente un costoso manichino e risolve il problema prendendo il suo posto. Questo significa che deve restare immobile per ore, fino a quando il signor Sattler, un ricco cliente, non scopre il suo segreto. Impietositosi, il gentiluomo la porta a casa per salvarla dalla spiacevole situazione. Ma nell’atelier viene notata la sua scomparsa, e quando vengono trovati i suoi vestiti si crede che la giovane sia rimasta vittima di un orribile omicidio.
L’attrice, scrittrice e produttrice tedesca Hedda Vernon (1886-?) apparve in oltre sessanta film dal 1912 al 1925. All’apice della fama, negli anni Dieci, girò in media sette-otto film all’anno, spesso diretta dal marito Hubert Moest. Nel 1914 aveva già fondato una propria casa di produzione, la Vernon Produktion. Recitò in film molto diversi e collaborò con grandi registi e attori come Richard Oswald e Conrad Veidt, ma la sua stella tramontò all’inizio degli anni Venti.
Questa commedia mette in risalto l’incantevole talento di Vernon e i suoi tempi comici. Curiosamente, il film prefigura l’Ossi Oswalda di Die Puppe (1919) di Lubitsch, ma trasferendo l’imbarazzante situazione in un’ambientazione contemporanea maggiormente riconoscibile che contiene alcuni riferimenti alla società tedesca durante la Prima guerra mondiale.

Elif Rongen

Cast and Credits

Scen.: Artur Landsberger. Int.: Hedda Vernon (Fritzi), Ferry Sikla, Emmy Wyda, Hans Salten. Prod.: Franz Vogel per Eiko-Film 35mm. L.: 719 m. a 18 f/s. Imbibito. Copia a colori realizzata nel 1992 da EYE presso il laboratorio Haghefilm a partire da un positivo nitrato imbibito