Sab

02/07

Cinema Lumière - Sala Scorsese > 10:45

BOY MEETS GIRL

Leos Carax
Introduce

Caroline Champetier (direttrice della fotografia)

Info sulla
Proiezione

Sabato 02/07/2022
10:45

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BOY MEETS GIRL

Scheda Film

È al primo Jarmusch (Permanent Vacations) che fa pensare Boy Meets Girl: qui, l’ultima notte di un ragazzo a Parigi prima della partenza per il servizio militare; là, gli ultimi due giorni a New York di un americano prima del viaggio in Europa. Vagabondaggi, incontri, solitudine, presenza ossessiva della grande città, angoscia esistenziale e romantica. Naturalmente si riconoscono le influenze – evidenti – anzitutto di Godard e Garrel. Ma quello che dieci anni fa era gregarismo diviene oggi manifesto estetico, volontà di rompere con un clima di conformismo. Film frammentato, successione di schegge alimentata forse dall’autobiografia. Boy Meets Girl è certamente diseguale come ogni opera di questo tipo. Ma colpisce per il suo senso dell’inquadratura, per la sua fiducia nell’immagine e allo stesso tempo per il ruolo accordato alla voce, al suono. Questo lungo monologo, in cui la spudorata confessione sessuale si affianca al dettaglio quotidiano, si nutre di tutta una tradizione cinematografica e letteraria, ma esprime anche un autentico mal di vivere in una Parigi pallida e notturna. Tra le altre, un’idea visiva in cui Carax inscrive nello spazio la biografia del suo personaggio: sul muro della sua stanza, una mappa di Parigi su cui Alex segna tutte le ‘prime volte’ della sua giovane vita. Da una trovata di questo tipo – e il film ne è ricco – si riconosce un regista.

Michel Ciment, “Positif ”, n. 281-282, luglio-agosto 1984

 

Con Boy Meets Girl (1984) e Rosso sangue (1986) Carax è presto considerato il Rimbaud degli anni Ottanta […]. In entrambi i casi, i riferimenti al cinema dei grandi autori sottendono una sensibilità a fior di pelle che costituisce la vera novità delle opere. La sfrontatezza di Carax è nell’ampio spettro, nell’affidarsi al proprio sguardo ingenuo di amante appassionato per dare coerenza a un patchwork che mette le invenzioni più belle della settima arte al servizio di una poetica della bellezza, mentre Beineix e Besson privilegiano il pacchiano dell’audiovisivo pubblicitario. In tutti i casi il rapporto con il reale è fuori asse. Ma in Carax ciò passa per il filtro dell’estetica e non prende la scorciatoia della prodezza tecnica (immagine-scenografia-montaggio) come negli altri due. A un quarto di secolo dalla nouvelle vague, Carax ne ritrova lo spirito di rottura senza copiarne la lettera. Immagini e sentimenti del suo tempo sono elaborati senza alcun debito nostalgico: la forza dell’immaginario esalta l’utopia dei personaggi e rompe con le pesantezze di un certo realismo che trascina spesso verso la bassa aneddotica e il moralismo. Niente è vero ma tutto è giusto.

René Predal, Le jeune cinéma français, Nathan, Parigi 2002

Cast and Credits

Scen.: Leos Carax. F.: Jean-Yves Escoffier. M.: Nelly Meunier, Francine Sandberg. Mus.: Jacques Pinault. Scgf.: Serge Marzolff, Jean Bauer. Int.: Denis Lavant (Alex), Mireille Perrier (Mireille), Carroll Brooks (Helen), Elie Poicard (Bernard), Maïté Nahyr (Maïté), Christian Cloarec (Thomas), Hans Meyer (l’astronaute), Anna Baldaccini (Florence), Jean Duflot (Bouriana). Prod.: Patricia Moraz per Abilène Productions. DCP. D.: 104’. Col.