THE RIVER’S EDGE

Allan Dwan

Tit. it.: “L’ultima riva”; Scen.: James Leicester, dal romanzo “The Highest Mountain” di Harold Jacob Smith; F.: Harold Lipstein; M.: James Leicester; Scgf.: Van Nest Polglase; Cost.: Gwen Wakeling; Mu.: Louis Forbes; Int.: Ray Milland (Nardo Denning), Anthony Quinn (Ben Cameron), Debra Paget (Margaret Cameron), Harry Carey, Jr. (Chet), Chubby Johnson (Wiskers), Byron Foulger (Barry), Tom McKee (capitano), Frank Gerstle (Harry Castleton); Prod.: Benedict Bogeaus 35mm. D.: 87’. Col.

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

L’opera di Dwan, meno lucida e più tenera di quella di Walsh, meno ampia e più segreta, brilla soprattutto per nobiltà e generosità; all’acutezza dello sguardo di Walsh oppone una raffinata dolcezza. Queste preziose qualità si ritrovano in The River’s Edge: un bandito (Ray Milland) obbliga un cowboy (Anthony Quinn) a guidarlo fino alla frontiera, attraverso una distesa desertica. I due uomini sono accompagnati dalla moglie di Quinn (Debra Paget), che ha abbandonato il marito per Milland. A priori, è un gioco di cui conosciamo già le carte e l’esito. Ma Dwan riesce a vincerlo, senza barare e senza abbandonarsi a raggiri intellettualistici o estetizzanti. Stessa onestà nella direzione degli attori, di esemplare semplicità. Stessa onestà, infine, nella messa in scena, d’ispirazione essenzialmente morale, che preferisce esaltare i momenti di riposo piuttosto che consacrarsi allo studio della violenza. Alcuni minuti di tenerezza non sono indegni degli slanci lirici di Griffith e De Mille.
Bertrand Tavernier, in “Cahiers du cinéma”, 149, 1963

Copia proveniente da