ST. PETERSBURG

35mm. L.: 30 m. D.: 1’38” a 16 f/s. Bn

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Classici opposti: uomini e donne (2)

Nel 1908 Dorando Pietri (che, pur arrivando primo, venne squalifica­to) non vinse la maratona ai Giochi Olimpici di Londra e per questo diventò l’italiano più famoso a livello intemazionale dopo Enrico Caruso; l’impero austro-ungarico festeggiò il giubileo per i 60 anni sul trono dell’imperatore Francesco Giuseppe I; Tolstoi compì 80 anni e venne filmato per la prima volta (da Alexsandr Drankov); Carlos I, re del Portogallo, cadde vittima di un attentato per mano dei repubblica­ni; David Wark Griffith entrò nella Biograph. Le celebrità maschili nel cinema e nei film del 1908 avrebbero riempito senza problemi un intero programma. Un’altra idea di programma, per figurarci il mondo del 1908: “Lavori maschili scomparsi” – cocchieri, carbonai… impe­ratori… – in Europa sparirono tutti, i minatori divennero rari (mentre i re – e le regine – tenevano sorprendentemente bene). Poi ho letto nel saggio dell’economista e sociologo Thorsten Veblen, Teoria della clas­se agiata (1899) della differenza di prestigio tra le “spregevoli fatiche” di donne e schiavi e le “onorevoli gesta” degli uomini, a cui si ricon­duce l’evoluzione successiva della classe lavorativa e di quella impro­duttiva. Quest’ultima viene caratterizzata attraverso l’ostentazione con cui scansa ogni lavoro produttivo; le normali attività degli uomini della classe improduttiva sono il regnare, fare la guerra, lo sport e gli inca­richi religiosi, mentre le donne servono come segno di prestigio dei propri mariti attraverso l’ostentazione di attività inutili e di consumi vistosi. Concetti, anche questi, utili per un programma di film sugli uomini del 1908.

Oltre alla consolidata produzione cinematografica in Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia, in tutta Europa venivano prodotti, per lo più da gestori di cinema o fotografi, filmati locali, soprattutto film d’at­tualità. In alcuni casi, da qui sono nate delle produzioni di successo internazionale come la Welt-Kinematograph GmbH con sede a Friburgo; solo dal 1908 al 1911 quest’ultima presentò circa 280 film dal vero di città e paesaggi e girò, anche su commissione, altri film d’attualità locale come Beerdigung der Opfer des Grubenunglucks auf der Zeche Radbod (Funerale delle vittime della sciagura mineraria di Radbod Colliery). Così, dopo le fonoscene, sul mercato internazionale si inserì, come seconda produzione tedesca, un altro genere dal vero.

I primi tentativi di film di finzione in Germania e in Russia si basava­no su soggetti locali popolari come le fiabe e le canzoni tradizionali; per Stenka Razin – questo adattamento di una ballata popolare vale ufficialmente come primo film di finzione russo – il produttore Aleksandr Drankov fornì ai cinema l’accompagnamento musicale su disco. Eppure non è con questo film che nel 1908 Drankov ha trova­to l’attenzione internazionale, ma con le sue riprese dell’anziano Lev Tolstoi. Drankov veniva dalla fotografia, lavorava sia per la stampa internazionale che per la famiglia degli zar e da grande imprenditore dirigeva anche una catena di studi fotografici. Fino al 1917, come pro­duttore cinematografico, fece una concorrenza spietata al suo rivale A. Khanzhonkov, il produttore di Evgeni Bauer e Ladislas Starewicz.

Mariann Lewinsky

 

Copia proveniente da