Redskin

Victor Schertzinger

T. it.: Orgoglio; Sog.: dal romanzo Navajo di Elizabeth Pickett; Scen.: Elizabeth Pickett; F.: Edward Cronjager, Ray Rennahan, Edward Estabrook; Mo.: Otto Lovering; Mu.: J.S. Zamecnik; Int.: Richard Dix (Wing Foot), Gladys Belmont (Corn Blossom), Tully Marshall (Navajo Jim), George Rigas (Notami, il padre di Wing Foot), Noble Johnson (Pueblo Jim), Jane Novak (Judith Sterns, un’insegnante della scuo- la indiana), Larry Steers (John Walton, il supervisore della scuola indiana), Augustina Lopez (Yina, la nonna di Wing Foot), Bernard Siegel (Chahi); Prod: Paramount Famous Lasky Corp.; Pri. pro.: 23 febbraio 1929 35mm. D.: 82’ a 24 f/s. Bn e col. 

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Le sequenze a colori di Redskin, presentato per la prima volta sabato scorso al Criterion Theatre, sono così esaltanti che in più di un momento sono state capaci di strappare l’applauso agli spettatori. La storia è plausibile quanto un qualunque film d’azione con Douglas Fairbanks, ma a suo vantaggio va rilevato che è ben interpretata da un cast decisamente azzeccato. Gli eventi narrati, per quanto inverosimili possano sembrare, sono tutto sommato piacevoli.

Richard Dix interpreta di nuovo il ruolo del pellerossa. L’ultima volta l’aveva fatto in The Vanishing American. Qui si trova nei panni dell’aitante navajo che non sa resistere all’innegabile fascino di una ragazza della tribù dei pueblo, Corn Blossom. Le scene con i panni colorati e gli altri oggetti tipici dei navajo e dei pueblo sono filmate con grande destrezza. Non ci sono sbavature nei colori. Certo, volendo trovare un difetto, che in realtà non è tale perché è una caratteristica costante per tutto il film, bisogna dire che i cieli sono verde pallido e che tutto quel che dovrebbe apparire azzurro, in realtà, sembra più verde che azzurro. E comunque un cielo verde chiaro o un mare verde chiaro, visti assieme al resto delle sequenze, non sono poi particolarmente fastidiosi. Il deserto che fa sfondo, con le montagne rosse e i canyon, è invece decisamente riuscito. Ancor più quando i pueblo o i navajo attraversano la scena con i loro coloratissimi costumi. Verso la fine di questo vivace racconto, quando l’immagine si allarga fino a occupare interamente lo schermo si ha quasi la sensazione di essere a diretto contatto con gli attori.

Mordaunt Hall, The Bootlegger’s Boomerang. A Technicolor Film. Stocks and Madness. On the Movietone. Other Photoplays, “New York Times”, 28 gennaio 1929

Copia proveniente da

Nuova copia stampata dalla Film Technology Company per il progetto DVD del 2006, con il supporto del National Film Preservation Foundation, a partire da una copia 35mm imbibita e a due colori conservata presso la Library of Congress (AFI/Paramount Collection)