POUR LE MÉRITE

Karl Ritter

T it : La squadriglia degli eroi Scen : Fred Hildenbrand, Karl Ritter F : Günther Anders, Heinz von Jaworsky M : Gottfried Ritter Scgf : Walter Röhrig Mus : Herbert Windt Su : Werner Pohl Int : Paul Hartmann (capitano Prank), Herbert A E Böhme (tenente Gerdes), Albert Hehn (sottotenente Paul Fabian), Paul Otto (maggiore Wissmann), Fritz Kampers (vice u ciale Fritz Moebius), Josef Dahmen (sergente Josef Zuschlag), Willi Rose (caporale Krause), Carsta Löck (Gerda), Fitti Topp (Isabel) Prod : Karl Ritter per Universum Film AG (Ufa) Pri pro : 22 dicembre 1938 35mm D : 122’ Bn
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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Se cerchiamo nel biennio 1938-39 gli indizi di ciò che sarebbe successo di lì a poco, ecco un film che non lascia alcun margine di errore: la guerra è certa al cento per cento. Non c’è spazio per negoziati smidollati: il futuro appartiene agli uomini di ferro che compongono la Squadriglia Richthofen (Karl Ritter rende così omaggio al capo dell’aviazione militare tedesca, Hermann Göring). Il film narra degli uomini che grazie alle loro imprese furono insigniti dell’ordine ‘Pour le Mérite’ (‘al merito’). Il tema è il riarmo: il film si riferisce agli anni 1918-1933 (o 1935, quando la Luftwaffe era stata ricostituita in tutta la sua nefasta potenza), periodo durante il quale il riarmo era illegale. (È dunque un film sulla disonestà, oppure, dal punto di vista del regista, sull’onestà nel senso più profondo: “I posteri ci ricorderanno non per la grandezza della nostra vittoria ma per l’entità del nostro sacrificio!”). Pour le mérite è un vero film di prestigio, con il suo cast di centodue attori guidato da Paul Hartmann e con la partecipazione di un giovane Wolfgang Staudte, futuro regista impegnato della Germania Est. Karl Ritter, che diresse complessivamente otto film sull’aviazione (il più incredibile dei quali, Stukas, doveva ancora arrivare), era ben attrezzato per le sequenze di volo (benché il film non assomigli agli altri di quel genere, siano essi di Wellman, Hawks, Fleming o, su un altro piano, del sovietico Julij Rajzman). Ma la principale virtù di Ritter era probabilmente la sua convinzione. Se possiamo definire ‘amici’ le persone vicine a Hitler, Ritter era uno di loro; la sua eccezionale familiarità con il Führer era tangibile. La prima infornata di film nazisti (ci riferiamo qui a titoli ancora spuri come Hitlerjunge Quex e Hans Westmar) non aveva entusiasmato i gerarchi, che esultarono molto di più per la sintesi ‘artistica’ perseguita da Ritter: ‘cultura’ più che forza bruta, comprensione del ‘vero tedesco’ e un insieme equilibrato di fede, idealismo e odio (nei confronti dei mali identi cati con la dmocrazia di Weimar, gli ebrei, il comunismo, ecc.). I suoi film descrivevano una vita militarizzata fatta di fredda efficienza (e ai nostri occhi presentano uno sguardo straziante su persone intrappolate in un sistema che schiacciava tutto a scapito degli individui). Come dice il comandante Prank (Hartmann): “Dobbiamo ricostruire la Germania che rappresenta gli ideali dei soldati morti al fronte. Ne ho fatto il compito della mia vita. E lo affronterò come farebbe un soldato”. Hitler presenziò alla prima e definì Pour le mérite “il miglior film mai realizzato sulla storia moderna”. Anche i suoi contemporanei furono profondamente colpiti, e sentirono che “lo spirito dei morti era risorto”. Presto sarebbe accaduto l’opposto.

Peter von Bagh

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