PETER GREENAWAY: THE FILM ARCHITECT – Beyond The Belly of an Architect

Gideon Bachmann

DCP.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

In questo backstage inedito Peter Greenaway si concede con grande generosità alle domande aperte fatte fuori campo da Gideon Bachmann, restituendo in dettaglio al pubblico di oggi la grande articolazione del progetto, le idee, il rigore della sua riflessione figlia anche della documentazione rigorosa sull’opera di Étienne-Louis Boullée – che hanno portato alla realizzazione di uno dei suoi film più importanti: Il ventre dell’architetto. Nel suo racconto si svelano i dettagli – anche autobiografici – della vicenda artistica narrata, ma anche la dimensione drammatica e di critica sociale del film. C’è spazio poi per il racconto della complessa idea generale di cinema del regista, di come sia legata alla sua formazione pittorica, del suo particolare interesse per l’estetica.
Unito a riprese di set, questo documento appare prezioso per il tipo di ritratto che fa dell’universo del regista inglese. Possiamo infatti apprezzare da una parte il suo modo paziente, attento, partecipe di gestire attori, set e maestranze, e dall’altra l’appassionato e rigoroso modo di lavorare di un autore che ha fatto della stratificazione di significati su più livelli, della ricchezza di rimandi, della densità di contenuti e dell’ibridazione fra più mezzi e strumenti culturali uno dei tratti salienti della sua opera.
Greenaway in questo dietro le quinte ci ribadisce la sua passione per la letteratura e la musica (ricorda il suo sogno di essere compositore), ma ricostruisce anche la sua formazione visiva, il legame col cinema ‘impegnato’ degli anni Sessanta, la fascinazione per gli italiani Pasolini e Antonioni… Ci consegna inoltre una riflessione sull’attualità e la sopravvivenza del mezzo cinematografico, approfondendone i rapporti con l’evoluzione della televisione e della tecnologia, ribadendo la forza intrinseca dell’audiovisivo in relazione alla storia dell’immagine, soffermandosi sugli scenari possibili in relazione allo sviluppo della sua opera.

Riccardo Costantini

Copia proveniente da