MAIDS AND MUSLIN

Noel Mason Smith

Sog.: Anthony W. Coldeway. Int.: Jimmy Aubrey (Fridolen / Mr. Bolts), Oliver Hardy (Mr. Yard). Prod.: Albert E. Smith per Vitagraph Company of America 35mm. L.: 317 m. (l. orig.: 611 m.). D.: 16’ a 18f/s. Imbibito
info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Stanlio e Ollio: abituati come siamo a considerarli la coppia comica più famosa della storia del cinema, fa uno strano effetto pensarli da ‘single’. Eppure, prima di dividere la scena sul set (Duck Soup, il loro primo film insieme, esce nel 1927), Stan Laurel e Oliver Hardy hanno entrambi all’attivo una lunga carriera da solisti, forte rispettivamente di ottanta e quasi duecentocinquanta titoli, di molti dei quali si sono perse le tracce. È il caso della comica Maids and Muslin in cui Hardy interpreta il ruolo di Mr. Yards (Grasselli nella versione italiana), che col socio in affari Mr. Bolts (Fridolen) si contende le attenzioni della cassiera del proprio negozio di tessuti. Un ruolo in cui già si riconoscono alcuni dei goffi gesti ‘romantici’ che entreranno nel repertorio di Ollio. Il film fu distribuito in Italia con il titolo Fridolen direttore dei grandi magazzini, ottenendo un grande successo tra il 1923 e il 1924. Una copia, ridotta a quasi metà della sua lunghezza originaria (mancano i titoli di testa e di coda, oltre a numerosi frammenti intermedi) e molto usurata, con il titolo di Comica di Fridolen, è arrivata alla Cineteca Nazionale, dove è stata identificata nel 2013. Seppure non integrale, però, questa versione è l’unica conosciuta al mondo: un dato che ne rende ancora più significativo il restauro, che ha cercato di sanare le inevitabili lacune nella continuità attraverso l’inserimento di nuove didascalie e rimettendo in sequenza corretta un frammento fuori posto. La pellicola imbibita è stata restaurata in digitale 4K, con ritorno in pellicola 35mm. Le colorazioni originali d’epoca sono state riprodotte con il metodo Desmet.

Copia proveniente da

Restaurato nel 2015 da CSC – Cineteca Nazionale presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata