MADAME TALLIEN

Enrico Guazzoni

Sog.: dal dramma omonimo di Victorien Sardou. Scen.: Enrico Guazzoni. F.: Gabriele Gabrielian. Int.: Lyda Borelli (Madame Tallien), Amleto Novelli (Tallien), Renzo Fabiani (Robespierre), Ruggero Barni (Guery), Ettore Baccani (Fontenay), Roberto Spiombi (un abatino), Orlando Ricci. Prod.: Palatino-Film. 35mm. L.: 1814 m (incompleto, l. orig.: 1855 m). D.: 80’ a 20 f/s. Imbibito e virato.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Molta celluloide si è srotolata nei sette anni che sono trascorsi da quando questo film, con il titolo di Robespierre, venne acclamato come la più grande realizzazione della Cines; eppure, anche se in questo lasso di tempo, la produzione di questa casa ha raggiunto livelli artistici ormai riconosciuti in tutto il mondo, bisogna anche dire che qualcosa del suo passato è rimasto insuperato.
Madame Guillotine – per chiamare questo film con il suo nuovo titolo - resta ancora oggi il più vivido ed artistico film sulla rivoluzione francese. Certo il vigore drammatico delle prime scene si è un po’ indebolito, la vicenda d’amore tra Teresa e Guery ha indubbiamente perso l’originario fervore, ma la scena finale, in cui Robespierre diviene il centro dell’interesse, la festa della Dea Ragione e soprattutto la sequenza della Camera dei Deputati conservano intatte la loro carica emozionale, con il punto più alto e insuperabile nel momento in cui il corpo cadaverico del moribondo Robespierre viene trascinato alla ghigliottina.
Costumi e scenografie sono semplicemente superbi, e bisogna proprio dire che nessuno può indossare costumi d’epoca con miglior grazia e spontanea disinvoltura come gli attori italiani. Forse alcune scene della Convenzione risultano un po’ sfocate, però, poiché lo stesso difetto si rileva nelle didascalie, la colpa è probabilmente da attribuirsi al proiettore. La qualità degli effetti di luce raggiunge l’eccellenza caratteristica delle produzioni italiane. Le ottime interpretazioni di Lyda Borelli (Teresa), Amleto Novelli (Tallien) e particolarmente del Fabiani (Robespierre) rendono questa riedizione uno spettacolo di insolito interesse.

Anon., “The Bioscope”, 7 agosto 1924, in Lyda Borelli, Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo, Roma 1993

Copia proveniente da

Restaurato nel 1995 da Cineteca di Bologna, Cineteca Italiana e Cinémathèque française, con il contributo del Proyecto Lumière, a partire da un negativo camera nitrato, senza didascalie, recuperato dalla Cineteca Italiana presso l’archivio Pittaluga e da una copia positiva nitrato imbibita e virata con didascalie francesi, conservata da Cinémathèque française. I colori della copia sono stati riprodotti con il metodo Desmet