L’ ITALIA NON È UN PAESE POVERO – I episodio: “Fuochi nella Valpadana”

Joris Ivens, con la collaborazione di Valentino Orsini e Paolo Taviani

F.: Mario Dolci, Oberdan Troiani, Mario Volpi. M.: Elena Travisi, Maria Cenciarelli, Misa Gabrini. Mu.: Gino Marinuzzi. Commento: Alberto Moravia, Corrado Sofia. Voce: Enrico Maria Salerno. P.: PROA (Produttori Associati). 35mm. L.: 940m. D.: 34’ a 24 f/s.
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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Allora Enrico Mattei stava diventando un vero capitano d’industria, dirigeva l’Eni e voleva documentare questa esperienza anche in polemica con la stampa reazionaria e i gruppi conservatori italiani, ma soprattutto per combattere l’influenza americana nel campo dell’estrazione e della raffinazione degli idrocarburi liquidi e gassosi in Italia. Mattei era in contatto con la società di produzione Proa (Valli, il presidente, era un suo amico) che realizzava documentari d’arte e filmati di tipo sociale. Della Proa facevano parte anche Valentino Orsini e i fratelli Taviani e furono proprio loro a suggerire a Mattei il nome di Ivens per questo documentario. Ivens prima di accettare si documentò, chiedendo anche il parere e il consiglio di alcuni amici italiani, inclusi alcuni dirigenti del PCI. Ma alla fine accettò con entusiasmo perché in quel momento Mattei rappresentava un esempio positivo di capitalismo di stato e il tema propostogli rientrava sicuramente nei suoi interessi. Quando Ivens ebbe finito il film, lo fece vedere a Mattei e a Mattei piacque molto. Non ci fu assolutamente nessun contrasto tra i due. I problemi nacquero con i funzionari Rai che, come al solito più realisti del re, temevano che il potere democristiano, il pubblico televisivo non apprezzassero un film che mostrava un’ Italia povera. Quindi chiesero a Ivens di operare dei tagli che naturalmente lui si rifiutò di fare. Addirittura allora fecero girare delle scene, quelle di Gela, ad altri operatori, scene che dovevano dare un’idea di una Sicilia assolutamente falsa ed edulcorata, con i carretti siciliani... La situazione si fece molto complessa perché Mattei in quel periodo stava vivendo una situazione politica ed economica estremamente difficile per cui fu costretto, sebbene a malincuore, ad abbandonare Ivens e il destino del film. Ivens temeva che il film originale andasse perduto e quindi escogitammo questo stratagemma. Siccome io, come stagista della Cinémathèque Francaise avevo accesso a una valigia diplomatica, trafugai il film in Francia servendomi di questo privilegio”.

(Tinto Brass)

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