INDISCREET

Stanley Donen

Sog.: dalla pièce Kind Sir (1953) di Norman Krasna. Scen.: Norman Krasna. F.: F.A. Young. M.: Jack Harris. Scgf.: Don Ashton. Mus.: Richard Bennett, Ken Jones. Int.: Cary Grant (Philip Adams), Ingrid Bergman (Anna Kalman), Cecil Parker (Alfred Munson), Phyllis Calvert (Margaret Munson), David Kossoff (Carl Banks), Megs Jenkins (Doris Banks), Oliver Johnston (Finleigh), Middleton Woods (l’assistente di Finleigh). Prod.: Stanley Donen, Cary Grant per Grandon Productions, Ltd.. 35 mm. D.: 100’. Technicolor.

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Un certo Archie Leach, ormai diventato la quintessenza di Cary Grant, torna a Londra in una sera piena di pioggia. Veste un elegante abito scuro e, in una piccola valigia, porta con sé un frac. Dato il bagaglio limitato allo stretto superfluo, si capisce che non intende fermarsi a lungo; d’altra parte dice che la capitale inglese non gli è mai piaciuta granché. Ma c’è da credergli? D’abitudine, mente: per esempio sostiene che è già sposato, per schivare gli ardori matrimoniali delle belle donne che incontra sul suo cammino di ricco americano all’estero. A partire da questa trita menzogna, Norman Krasna (lo sceneggiatore di I milioni della manicure, Il signore e la signora Smith e d’una cascata di commedie romantiche tra anni Trenta e Sessanta) tesse la trama d’un gioco a due sofisticato e adulto, mentre il giovane compositore Robert Bennett lo inonda d’una musica languida e grave, musica per amanti di classe. Che cosa resta nel tempo di Indiscreet, commedia stretta tra i capolavori dell’apogeo seduttivo grantiano, Caccia al ladro e Intrigo internazionale? Appunto, alcune indiscrezioni. Primo. Il desiderio sessuale che travolge Ingrid non appena posa gli occhi su Cary, e che traspare nel risplendere della sua pelle sotto l’incongruo strato di cold cream: scena comica e sublime, perché risuona d’un ritrovarsi, d’un déjà vu, d’un “dove già ci siamo incontrati e amati?”, perché per l’occasione Ingrid risfodera lo sguardo senza censure né difese con cui Alicia seguiva i passi di Devlin, dodici anni prima, in Notorious. Secondo. La giga mécanique cui Cary si lascia andare al ballo, prima con una donna poi con un’altra poi più felicemente solo; perde quell’aria un po’ stanca, torna l’uomo “con la domenica negli occhi” (Stanley Cavell), ride guardando complice in direzione di qualcuno che, evidentemente, non può essere che il maestro Stanley Donen, capace di richiamare in causa, sotto la quintessenza di Cary Grant, l’Archie Leach britannico, acrobata e funambolo – adeguandone l’estro selvaggio alla couture d’un perfetto smoking. Terzo. Indiscreto è il colore in Indiscreet, che sulla superficie d’una commedia d’eleganti convenzioni spennella il moderno, trasformando una parete in una quadreria-pantone e le mensole della cucina in delicate installazioni cromatiche. D’altra parte, è per questo che siamo qui oggi, no? Dunque vediamo di arrivare in tempo, per non perderci la delizia di questi titoli di testa in forma di rosa, e nei più puri colori Bauhaus.

Paola Cristalli

Copia proveniente da

per gentile concessione di Park Circus.
Copia originale 35mm Technicolor parte della Robert Harris Collection.