FRAMMENTO SENZA TITOLO

Gaston Velle

(forse/possibly“Legardefantôme”) Prod.:Pathé 35mm.L.:61m.Col

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Tempo e racconto I

Nel 1905 Albert Einstein, seduto alla scrivania della sua stanza a Berna, elaborava la teoria della relatività. E già, che cosa dice quella teoria? Il tempo è relativo? Tempo uguale a movimento? Energia uguale a luce per tempo al quadrato? O forse al rettangolo? “Energia più tempo uguale a luce in movimento in un rettangolo…” – sì, così all’incirca è giusto.

Le riprese panoramiche e le carrellate, attraverso il movimento della cinepresa, cambiano continuamente il campo dell’immagine nello scorrere continuo del tempo. Nelle trasformazioni, un sottogenere delle scènes à trucs, in un campo d’immagine fisso avvengono dei cambiamenti. I trucchi delle scènes à trucs rendono questi movimenti indipendenti dal tempo reale, e nel caso più semplice, contrapposti. Congruenza con il tempo reale, continuità e discontinuità sono strutture puramente temporali, e una di esse si avvera per forza di cose in ogni attimo del film. In aggiunta alla progressione normale del tempo, l’anticipazione, il ricorso e le relazioni di causa ed effetto possono installare tempi interni: nasce così il tempo del racconto.

Mariann Lewinsky

Copia proveniente da