FIGARO

Gaston Ravel

Sog.: dalle pièce Le Barbier de Séville ou La Précaution inutile (1775) e La Folle Journée, ou le Mariage de Figaro (1778) di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais. Scen.: Tony Lekain. F.: Emile Pierre, Albert Duverger. Scgf.: Tony Lekain. Int.: Edmond van Duren (Figaro), Arlette Marchal (Rosine), Odette Talazac (Marceline), Genica Missirio (Bogaerts), Marie Bell (Suzanne), Jean Weber (Chérubin), Tony D’Algy (il conte Almaviva), José Davert (Basile), Léon Bélières (dottor Bartholo), Roland Caillaux (Grippe-Soleil). Prod.: Franco-Film. DCP’. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Gaston Ravel è uno dei grandi regi-sti misconosciuti del cinema francese. Non è stato sempre così: c’è stato un tempo in cui era considerato garanzia tra le più assolute di un cinema di qualità che non temeva i riferimenti alla grande letteratura. È in questo contesto che va considerata la sua opera.

Dopo l’esordio alla Gaumont negli anni Dieci e una breve carriera italiana, dal 1919 al 1921 Gaston Ravel fa ritorno in Francia per realizzarvi l’ambizioso progetto di adattare sullo schermo la trilogia di Beaumarchais Il barbiere di Siviglia, Il matrimonio di Figaro e quella perla rara che è La madre colpevole, il tutto con il titolo di Figaro. È un esempio entusiasmante di ciò che il cinema francese può produrre all’alba del sonoro, lontano dall’avanguardia ormai agonizzante, nel solco di una tradizione d’intelligenza e di chiarezza. Non manca qualche audacia da parte di un uomo sensibile a tutte le arti, compresa quella del music-hall, dato che affida il ruolo del protagonista a un celebre ballerino ‘plastico’, Edmond van Duren. Lo si riscontra anche nella ricchezza e nella bellezza delle scenografie e soprattutto dei costumi, merito dell’illustre J.K. Benda (del quale è noto il magnifico lavoro per La kermesse eroica di Jacques Feyder e per Scacco alla regina di Jean Dréville).

Gaston Ravel è anche il regista degli uomini belli (oltre a van Duren, Tony d’Algy e Jean Weber), delle belle donne (Marie Bell, Arlette Marchal), e delle belle architetture (il castello di Rochefort-en-Yvelines dov’è girata l’ultima parte del film).

Queste carte vincenti lo pongono sul piano di un Raymond Bernard, con cui condivide il gusto per lo splendore, e di un Marcel L’Herbier, al quale lo accomuna l’interesse per la trasmissione della cultura unita a una certa preziosità. La sua apoteosi – Figaro sarà presentato in una prima di gala all’Opéra di Parigi – è di breve durata, il sonoro conquista il cinema francese. Si spegne a Cannes nel 1958. Gli è vicino l’amico e co-regista Tony Lekain. Al momento della scomparsa è quasi dimenticato, dopo essere stato privato per venticinque anni di un’arte della quale è stato illustre servitore.

Pierre Philippe

Copia proveniente da

Restaurato in 2K nel 2020 da Gaumont in collaborazione con CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée, presso il laboratorio Éclair / Restored in 2K in 2020 by Gaumont in collaboration with CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée, at Éclair laboratory