Aquila Nera

Riccardo Freda

Sog.: dal racconto Dubrovskij di Aleksandr Puškin. Scen.: Mario Monicelli, Steno, Riccardo Freda. F.: Rodolfo e Guglielmo Lombardi. M.: Otello Colangeli. Scgf.: Arrigo Equini. Mus.: Franco Casavola. Int.: Rossano Brazzi (Vladimir Dubrovskij), Irasema Dilian (Masha Petrovic), Gino Cervi (Kirila Petrovic), Rina Morelli (Irene), Harry Feist (Serge Ivanovic), Paolo Stoppa (un bandito), Gina Lollobrigida (schiava kirghiza). Prod.: Nino Angioletti per CDI. 35mm . Bn .

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Russia, inizio dell’Ottocento. Vladimir Dubroskij, allievo ufficiale, tornato a casa trova i suoi averi usurpati dal perfido Kirilla Petrovic. Datosi alla macchia, organizza una resistenza contro l’usurpatore con la sua banda, sotto il nome di Aquila Nera. E un giorno, si imbatte nella bellissima figlia di Petrovic… Il primo film di Freda nel dopoguerra, terza versione cinematografica di un racconto di Puškin (dopo quella americana di Clarence Brown con Rodolfo Valentino e quella russa del ’37 di Alex Ivanovskij) è un immenso successo commerciale: primo posto al box office nazionale. “Freda si serve del film d’avventure per esaltare le forze della vita, all’opposto dei canti funebri del calligrafismo (basta confrontare il film a Un colpo di pistola, altro adattamento da Puškin, di Castellani). Freda si appassiona altresì a dare pieno rilievo a dei personaggi di eroi individualisti che forgiano con le proprie mani e contro ogni ostacolo il proprio destino. E anche in questo caso, Freda è controcorrente. Volta le spalle alla grisaille unanimista del neorealismo, alla rassegnazione più o meno esplicita, così come alla sua prodigiosa capacità di attenzione al presente. Prima di tutto, la sua opera è quella di un maestro di stile dalle qualità molteplici le cui preferenze e scelte vanno spesso nel senso del gusto del grande pubblico. Ritmo sapiente del découpage; splendida stilizzazione della ricostruzione plastica; scene d’azione collettive, duelli e inseguimenti dal brio sfrenato; fantasia e potenza: perché queste qualità dovrebbero essere lasciate al solo cinema americano?”

Jacques Lourcelles

 

 

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