Aankomst Van De “Uiver” Attjillitan

35mm. L.: 217 M. D.: 8’ A 24 F/S.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Un numero significativo di film prodotti nelle Indie Olandesi contiene immagini che vengono solitamente associate alla modernizzazione occidentale: traffico intenso, ferrovie e autostrade, fabbriche… Di norma si trattava di film commissionati dal governo o dalle industrie, non diversi da lavori dello stesso tipo prodotti in Olanda. Ne è un esempio Moeriah Tras. Il Trass, estratto dalla roccia vulcanica e utilizzato per produrre fertilizzanti artificiali e come materiale edilizio, venne anche impiegato nella costruzione di nuovi quartieri e palazzi a Semarang o a Bandung. Infatti, come conseguenza di una politica decentratrice che dava maggiore autorità ai governi locali, molte città subirono una metamorfosi, con l’inserimento di architetture moderne. Il film Beautiful Bandung mostra un considerevole numero di questi quartieri e palazzi di recente costruzione, come il nuovo mercato, l’osservatorio, l’hotel Homann e il palazzo dell’associazione Concordia. Naturalmente i film contribuivano alla nuova immagine che si voleva dare delle Indie Olandesi. Il cinegiornale sulla sosta dell’Uiver all’aeroporto di Batavia (ora Jakarta), nell’ottobre del 1934, durante il suo ritorno sulla leggendaria tratta aerea Londra-Melbourne, risulta particolarmente moderno. È uno dei primi film prodotti nelle Indie Olandesi con mezzi professionali e con suono sincrono (anche se il rumore del motore dell’aereo venne ricostruito), e molto probabilmente fu proiettato nella colonia. Si tratta quindi di un’eccezione, dal momento che la maggior parte dei film prodotti nelle colonie erano indirizzati al pubblico in Olanda, con fini di informazione, educazione o propaganda. E d’altro canto i film proiettati nelle colonie erano in gran parte gli stessi che venivano visti in Olanda. Dal 1910 gli spettatori locali apprezzarono i film colorati della Pathé con Zigomar o quelli sulla distruzione di Pompei. Il film d’attualità sulla visita di Chaplin o i manifesti di film prodotti in Germania o in America che campeggiavano nella pellicola girata a Surabaya sono chiari segnali di una occidentalizzazione dell’intrattenimento. Il cinema del resto era il passatempo preferito per persone di ogni estrazione sociale. E dato il numero esiguo di europei, le sale cinematografiche non sarebbero potute sopravvivere a una politica di discriminazione.
Nico de Klerk

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