Una casa ritrovata. Le produzioni Corona

Un particolare ringraziamento a Pierluigi Raffaelli

Cinegiornali, documentari, animazione (1948-1977)

Due anni fa, la Cineteca di Bologna ha intrapreso un’ambiziosa e impegnativa opera di recupero e valorizzazione del fondo di pellicole prodotte dalla Società Corona Cinematografica, in accordo con il Gruppo Gagliardo, proprietario ed avente diritto. Si tratta di un fondo ragguardevole non solo per le dimensioni (circa 25.000 scatole, riferibili a circa 3.500 titoli), ma soprattutto perché ci fa ripercorrere un cinquantennio di vita non solo italiana attraverso immagini in larghissima parte inedite, dimenticate, puntualmente ignorate dai circuiti televisivi. E trattate con un certo sdegno da una vulgata che considera il documentario italiano di 300 metri, prodotto in buona misura grazie ai premi governativi un tempo in auge, come un appuntamento con la noia. Non è così.
La Società Corona Cinematografica è stata iscritta al Registro delle Imprese di Roma nel 1962. L’atto di liquidazione è del 1997. Negli anni, però, la società ha acquisito opere realizzate da altre case di produzione (come la Edelweiss, la Gamma, la Lumen Veritatis, la Iris Film...), anche precedentemente agli anni ’60. All’interno del fondo, trovano quindi posto opere girate a partire dalla seconda metà degli anni ’40. Molto schematicamente, si possono distinguere, all’interno delle produzioni Corona Cinematografica, tre categorie: cinegiornali, film documentari, film d’animazione. I tre programmi che presentiamo al festival rispecchiano questa suddivisione.
Claudia Giordani, Andrea Meneghelli, Giampaolo Parmigiani