GUSTAF MOLANDER, IL REGISTA DELLE ATTRICI

A cura di Jon Wengström

In mezzo secolo di carriera Gustaf Molander realizzò oltre settanta film di generi e stili diversi e lasciò un’impronta indelebile sulla storia del cinema svedese. Se Ingmarsarvet (The Ingmar Inheritance, 1925) è l’epilogo dell’età dell’oro del cinema muto svedese e si colloca alla pari con alcuni dei più celebri film coevi, il programma mette in luce anche la genialità con cui Molander padroneggiò il dramma, il noir e la commedia dopo l’avvento del sonoro, con film come En natt (Solo una notte, 1931), Kvinna utan ansikte (La furia del peccato, 1947) e Fästmö uthyres (Fiancée for Hire, 1950). Ben più di un regista versatile capace di eccellere in vari generi, Molander ebbe anche la straordinaria capacità di far emergere le vere potenzialità degli attori e soprattutto delle attrici. I suoi film degli anni Trenta lanciarono una giovane Ingrid Bergman verso la fama internazionale, ma la retrospettiva offrirà anche la preziosa opportunità di ammirare Harriet Andersson, Eva Dahlbeck, Inga Landgré e Gunn Wållgren agli inizi delle rispettive carriere.

Ingmarsarvet (The Ingmar Inheritance, 1925) • Till Österland (Verso Oriente / To the East, 1926) • En natt (Solo una notte / One Night, 1931) • En Kvinnas Ansikte (Senza volto / A Woman’s Face, 1938) • Ordet (Ordet – La parola / The Word, 1943) • Kvinna utan ansikte (La furia del peccato / Woman Without a Face, 1947) • Fästmö uthyres (Fiancée for Hire, 1950) • Trots (Defiance, 1952)