CINEMALIBERO

A cura di Cecilia Cenciarelli

La sottomissione femminile all’interno della società patriarcale, sia in senso letterale che come allegoria di un regime totalitario; il percorso a ritroso della memoria familiare che diventa racconto politico collettivo; la condanna alla repressione coloniale e la celebrazione di arte e cultura autoctone come elemento di resistenza e liberazione. Sono alcuni dei temi che attraversano le opere presentate quest’anno. Undici nuovi restauri, di cui sette in anteprima assoluta, ci condurranno dalla periferia di Dakar alle viscere di Manila, nei villaggi rurali dell’Iran meridionale e della Siria occidentale, e ancora nella regione indiana di Odisha e sull’isola di Capo Verde.

Entezar (Waiting, Iran 1974) di Amir Naderi • The Sealed Soil (Iran 1977) di Marva Nabili • La Nouba des femmes du Mont Chenoua (Algeria 1978) di Assia Djebar • Fogo, l’île de Feu Cap-Vert, un Carnaval dans le Sahel  • (Francia-Capo Verde 1979) di Sarah Maldoror • A Bissau, le Carnaval (Guinea Bissau-Francia 1980) di Sarah Maldoror • Bona (Filippine 1980) di Lino Brocka • Māyā Miriga (India 1984) di Nirad Mohapatra • Camp de Thiaroye (Senegal-Algeria-Tunisia 1988) di Sembène Ousmane e Thierno Faty Sow • Nujum Al-Nahar (Stars in Broad Daylight, Siria 1988) di Ossama Mohamed • Al-leil (Siria 1992) di Mohammad Malas