Sab

29/08

Cinema Arlecchino > 15:00

MAUDE’S MOOD / THE BEST MAN

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Proiezione

Sabato 29/08/2020
15:00

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

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MAUDE’S MOOD

Scheda Film

Maude Findlay, spirito indipendente di Tuckahoe, ha dato il titolo a questa serie televisiva quarantotto anni fa. Sarà anche la protagonista immaginaria dell’omonima sitcom, ma l’uomo dei suoi sogni e il suo prescelto per le elezioni presidenziali americane del 1976 è una persona in carne e ossa, Henry Fonda. Così Fonda, che interpreta se stesso, è costretto ad andare a casa di Maude per dirle la verità (echeggiando il Bartleby di Herman Melville): “Preferirei di no”. La campagna di Maude implode, insieme alle fantasie di metà del paese. Il divertimento suscitato da questo episodio televisivo si fa un po’ amaro non solo perché Maude cade in depressione quando vede infrangersi il suo sogno, ma anche perché Fonda e il suo vecchio amico Norman Lear, creatore di Maude (1972-1978), non potevano che considerare la trovata uno scherzo ‘irrealizzabile’. Oggi la finta campagna di Maude per una candidatura di Fonda va derubricata come storia alternativa, ma negli anni Settanta quel genere di fantasia era già diventato un vero motore delle strategie elettorali, e un’icona cinematografica ben inferiore a Fonda lo avrebbe sfruttato per entrare alla Casa Bianca. “Reagan mi preoccupa molto”, disse Fonda un anno prima della scomparsa, il 12 agosto 1982, nella sua ultima intervista con Lawrence Grobel. “Penso che stiamo andando verso il disastro. Mi sorprende che non ci sia un’opposizione più forte. Ci ha portati su una strada sulla qualche resteremo per molto tempo. Dice le cose che la gente vuole sentire. Le dice in maniera molto convincente e dando un’impressione di sincerità, parlando una lingua che la gente non sentiva da molto tempo e che la colpisce. Ascolto un discorso di Reagan e mi viene da vomitare!”.

Alex Howarth

 

L'approfondimento su Cinefilia Ritrovata

Cast and Credits

Sog.: Norman Lear. Scen.: Jay Folb. Scgf.: Edward Stephenson. Mus.: Alan Bergman, Marilyn Bergman, Dave Grusin. Int.: Bea Arthur (Maude Findlay), Bill Macy (Walter Findlay), Adrienne Barbeau (Carol Traynor), Conrad Bain (Dr. Arthur Harmon), Rue McClanahan (Vivian Cavender Harmon), Hermione Baddeley (Mrs. Nell Naugatuck), Henry Fonda (se stesso), Joe Montell (Gus), Tim O’Connor Dr. Herbert Lester). Prod.: CBS. DCP da Dvd. D.: 25’. Col. 

 

THE BEST MAN

Scheda Film

In The Dream Life, il suo studio sulla mitologia degli anni Sessanta, J. Hoberman descrive un arco professionale e politico: “Fonda ha tracciato la traiettoria di un liberalismo tormentato nella successione di cadute da ranghi sempre più elevati che caratterizza quella che potremmo definire la sua trilogia JFK. Sconfitto nell’ambizione di diventare segretario di stato in Tempesta su Washington [di Otto Preminger], Fonda riveste quella carica in The Best Man; fallita in quel film la sua candidatura alla presidenza, torna giusto in tempo per le elezioni del 1964 nei panni del leader della nazione nello scenario apocalittico di Fail-Safe”. Film sulla politica e l’etica personale nella società dello spettacolo, The Best Man è dominato non solo dall’immagine di Fonda e dal suo sostegno a democratici progressisti quali Helen Gahagan Douglas e Adlai Stevenson, ma anche dalla voce di Gore Vidal – la densa struttura creata dai suoi dialoghi, dal suo umorismo caustico, dalla disinibita compressione di varie questioni politiche nei pochi giorni di una convention di partito. Per fortuna il progetto perse il suo regista iniziale, Frank Capra, le cui idee senza pretese intellettuali avevano profondamente infastidito Vidal. (Aleggia pero un delizioso sentore del primo Capra nella figura dell’ex presidente: interpretato con la caratteristica parlantina dall’attore pre-Codice Lee Tracy, è un brillante superstite dell’‘epoca dei grandi bifolchi’). Per integrare la competenza politica di Vidal furono reclutati due collaboratori esperti di media. Il regista Franklin J. Schaffner, ancora piuttosto nuovo al cinema, aveva supervisionato e diretto molti programmi politici durante i suoi quindici anni di carriera televisiva, dalle convention al tour della Casa Bianca di Jackie Kennedy. Alla fine degli anni Sessanta il direttore della fotografia Haskell Wexler avrebbe girato Medium Cool, il suo capolavoro, su una convenzione del partito democratico. The Best Man si apre sulla falsariga del direct cinema alla Drew-Leacock (il loro classico kennediano Primary fu girato durante le primarie del 1960, proprio all’epoca del successo del dramma originale di Vidal) e si chiude con Fonda che aggiorna agli anni Sessanta il concetto fordiano di ‘gloria nella sconfitta’: un ambiguo sarcasmo della disfatta, a metà strada tra arroganza e coscienziosità. “Naturalmente sono lieto che abbia vinto il migliore”. 

Alexander Howarth

 

L'approfondimento su Cinefilia Ritrovata

Cast and Credits

Sog.: dalla pièce omonima (1960) di Gore Vidal. Scen.: Gore Vidal. F.: Haskell Wexler. M.: Robert Swink. Scgf.: Lyle Wheeler. Mus.: Mort Lindsey. Int.: Henry Fonda (William Russell), Cliff Robertson (Joe Cantwell), Edie Adams (Mabel Cantwell), Margaret Leighton (Alice Russell), Shelley Berman (Sheldon Bascomb), Lee Tracy (Art Hockstader), Ann Sothern (Sue Ellen Gamadge), Gene Raymond (Don Cantwell), Kevin McCarthy (Dick Jensen), Mahalia Jackson (se stessa). Prod.: Stuart Millar, Lawrence Turman per Millar/Turman Productions. 35mm. D.: 102’. Bn.