Gio

27/08

Cinema Jolly > 21:30

HOSTAGES

Frank Tuttle

Info sulla
Proiezione

Giovedì 27/08/2020
21:30

Sottotitoli

Versione originale con sottotitoli

Modalità di ingresso

Tariffe del Festival

HOSTAGES

Scheda Film

Hostages non è solo uno dei film più sconvolgenti sulle atrocità che si compivano in Europa tra quelli realizzati in tempo di guerra a Hollywood, ma anche uno dei migliori di Tuttle. Sceneggiato da Lester Cole, che finirà presto nella lista nera, per prospettiva storica e natura visionaria il film è all’altezza dell’altro capolavoro di Cole, None Shall Escape (visto al Cinema Ritrovato nel 2018), uscito l’anno successivo. William Bendix, in uno dei suoi ruoli migliori, interpreta un cameriere nella Praga del 1943; considerato un idiota, è in realtà un capo della resistenza. Il ristorante in cui lavora è frequentato da ufficiali nazisti, e quando uno di questi si suicida la Gestapo lo considera un omicidio e organizza una rappresaglia scegliendo a caso alcuni cittadini, tra cui il capo della resistenza e un collaboratore. Se la prima morte è considerata un omicidio, il film si conclude con un nazista che fa passare per suicidio l’omicidio di un altro ufficiale. L’occupazione nazista è vista come una serie di atti futili e autodistruttivi. Questo non è assolutamente un film di propaganda, semmai un film sulla propaganda. Il “Los Angeles Herald Express” di William Randolph Hearst non fu d’accordo e gridò al comunismo: “semplice comunismo camuffato da patriottismo ceco”. Cole dovette considerarlo un motivo di vanto. Le riprese in esterni erano state girate circa sei anni prima per L’ottava moglie di Barbablù di Ernst Lubitsch, a sua volta autore nel 1942 di un film sull’occupazione nazista, Vogliamo vivere!. Paul Lukas, reduce da Quando il giorno verrà, interpreta Rheinhardt, ruolo che era stato pensato per Erich von Stroheim (il quale apparve invece in I cinque segreti del deserto). Era un’epoca d’impellente creatività per i film incentrati sulle complessità morali della guerra. Tuttle mostra il fascismo come privo di principi e sleale verso l’umanità e la verità; il tono è meditabondo e pacatamente sinistro, l’atmosfera densa d’angoscia. Tra i silenzi (il pianto muto di una prigioniera) e i bisbigli (con cui i cechi comunicano tra loro) c’è il rumore assordante di una mitragliatrice. Anche sotto i suoi colpi, però, i cechi cadono in silenzio.

Ehsan Khoshbakht

Cast and Credits

Sog.: dal romanzo omonimo (1942) di Stefan Heym. Scen.: Lester Cole, Frank Butler. F.: Victor Milner. M.: Archie Marshek. Scgf.: Franz Bachelin, Hans Dreier. Mus.: Victor Young. Int.: William Bendix (capo della resistenza), Luise Rainer (Milada Pressinger), Arturo de Córdova (Paul Breda), Paul Lukas (Richard Rheinhardt), Katina Paxinou (Maria), Oskar Homolka (Pressinger), Reinhold Schünzel (Kurt Daluege), Frederick Giermann (capitano Patzer). Prod.: Sol C. Siegel per Paramount Pictures 35 mm. D.: 88’.