Il Cinema Ritrovato 2020. Prime anticipazioni

Mentre la programmazione del Cinema Ritrovato 2020 sta rapidamente prendendo forma, eccovi alcune anticipazioni sulle straordinarie sezioni e sulla vasta proposta di film che presenteremo quest’anno. Il festival si svolgerà dal 20 al 28 giugno, e l’ultimo giorno sarà una sorta di ‘bonus’: verranno proiettati i film preferiti dai curatori di ciascuna sezione.
Lo scorso anno abbiamo tentato un esperimento che vogliamo riproporvi: abbiamo iniziato un paio di giorni prima, con una sorta di esercizio di riscaldamento, programmando esclusivamente documentari sui soggetti trattati nelle sezioni principali. Se deciderete di venire a Bologna con un po’ d’anticipo, per ambientarvi e superare il jet lag prima dell’inizio del festival vero e proprio, questi sono i film che fanno per voi! E naturalmente c’è Piazza Maggiore con le sue proiezioni serali, definite da un critico “la Glastonbury del cinema… senza il fango!”.
Quest’anno, come sempre, oltre ai più recenti restauri – che vi riveleremo prossimamente – presenteremo rarità provenienti dagli archivi di tutto il mondo, compreso un cospicuo approfondimento sulla Komiya Collection, il pezzo forte del repertorio muto di quest’anno.
Le nostre avventure asiatiche continuano con opere provenienti dal Giappone e dall’India, due delle cinematografie nazionali più ricche. Mostreremo la straordinaria qualità artistica del regista nipponico di culto Yuzo Kawashima attraverso un’ampia personale, mentre il Parallel Cinema indiano – forse il capitolo più inesplorato del cinema del subcontinente –, verrà approfondito con le migliori copie d’archivio disponibili e un nuovo restauro.
In un periodo particolarmente turbolento per la politica internazionale – e a pochi mesi dalle elezioni presidenziali americane – la sezione Henry Fonda for President renderà omaggio alla star di questa edizione con la proiezione di alcuni classici senza tempo.
Scoperte esaltanti vi attendono nei programmi dedicati alle registe sovietiche, a Frank Tuttle e a Stuart Heisler.
Potete acquistare online l’accredito che vi darà accesso a tutte le sedi del festival.

 

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Henry Fonda for President

In questo 2020 che si preannuncia molto combattuto, Il Cinema Ritrovato propone all’elettorato un candidato molto particolare: Henry Fonda. La sua figura emblematica e il rispetto che ispira tra gli attori americani lo rendono una scelta naturale. Il ruolo di Fonda nella vita sognata della repubblica del cinema va ben oltre l’‘integrità’ e la ‘semplicità’ che sono state spesso attribuite a lui e alla sua arte. La sua persona filmica, come suggerisce questa rassegna, è la sintesi polifonica di tre distinti momenti storici e dei modi in cui seppe interpretarli. Divenne celebre come popolare incarnazione dell’uomo del Midwest dei tardi anni Trenta, angustiato dalle contraddizioni del capitalismo e della democrazia. Acquisì sfumature di insicurezza e una certa vena tormentata durante la Seconda guerra mondiale e l’immediato dopoguerra. Passò poi a esprimere le speranze e le paure che accompagnarono la ‘dissolvenza incrociata’ tra l’era McCarthy e gli anni Sessanta di JFK. Nell’ambito di una ‘politique des acteurs’, Fonda appare allo stesso tempo come ‘Best Man’, ’Wrong Man’ e ‘Man With No Name’: l’idealista, l’uomo accusato ingiustamente, l’uomo senza nome.
Programma a cura di Alexander Horwath

Foto: The Best Man di Franklin J. Schaffner (L’amaro sapore del potere, 1964)

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Poeti ribelli e spiriti rivoluzionari: il Parallel Cinema indiano

La storia del Parallel Cinema non è mai stata del tutto raccontata. Nel 1968, quando Arun Kaul e Mrinal Sen pubblicarono il loro manifesto invocando un nuovo cinema, un’esplosione di creatività senza precedenti catturò l’immaginazione di una generazione di cineasti, trasformando per sempre l’estetica e i contenuti del cinema regionale. Nel 1969, la Film Finance Corporation – ente istituito dallo stato a sostegno dei cineasti – produsse opere molto originali segnando l’inizio di un nuovo corso. La nascita del Parallel Cinema era in realtà matura da tempo. Dopo la morte di Jawaharlal Nehru, in un’India piena di incertezze e in un clima che incoraggiava la rottura con il passato, il Parallel Cinema fu forgiato dalla rivolta socio-politica e si affermò anche a livello regionale, soprattutto in Karnataka, Bengala e Kerala. Una selezione di otto titoli, raramente proiettati al di fuori dell’India, per rivendicare il ruolo del Parallel Cinema, una stagione di grande creatività e uno dei capitoli più trascurati e sottovalutati del cinema degli ultimi cinquant’anni.
Programma a cura a cura di Shivendra Singh Dungarpur, Cecilia Cenciarelli e Omar Ahmed

Foto: Bhuvan Shome di Mrinal Sen (1969)

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In un labirinto di immagini – Rivisitazione della Komiya Collection


Una capsula del tempo che ci restituisce la prima epoca d’oro del cinema europeo. Cent’anni fa a Tokyo un giovane si mise a collezionare copie di distribuzione di film europei. Nel 1988 quel che restava della sua straordinaria raccolta giunse al National Film Centre (oggi National Film Archive of Japan) e fu duplicato su pellicole safety. Da allora le preziose copie Komiya hanno arricchito le sezioni del Cinema Ritrovato dedicate a Genina, Grémillon, Capellani e Frusta. Ma è giunto il momento di rivisitare la collezione di Tomijiro Komiya quale oggetto a se stante e di andare alla scoperta dei suoi preziosi tesori. Poiché gran parte del catalogo non è mai stata proiettata, preparatevi a restare abbagliati dai colori e dai suggestivi assaggi di film perduti o dimenticati, e a farvi incantare da antichi sogni e misteri.
Programma a cura di Hiroshi Komatsu, Mariann Lewinsky e Karl Wratschko

Foto: Dans l’Hellade di Charles Decroix (1909)

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I fuorilegge: Frank Tuttle vs. Stuart Heisler

Facendo dialogare le opere di due registi, la prima retrospettiva ‘comparativa’ del Cinema Ritrovato illustra esempi perfetti di talento al di fuori del pantheon hollywoodiano: Frank Tuttle (1892-1963) e Stuart Heisler (1896-1979). Ciascuno dei due diresse gioielli – talora apprezzati, a volte dimenticati – del cinema americano, e questo programma intende restituire loro la statura di maestri a tutti gli effetti. I loro film, con percepibili distinzioni, sono splendidamente ritmati e imprevedibili nel variare il lessico cinematografico dei generi popolari. La decisione di proporli insieme è stata ispirata dalle visioni politiche e filosofiche che li accomunarono e che li portarono ad affrontare gli stessi temi (fascismo, dualismo, redenzione) con stili nettamente diversi che spesso si rispecchiavano. Questo programma propone film di straordinaria eleganza: noir, commedie frenetiche e cupi melodrammi in cui figurano star del calibro di Susan Hayward, Bette Davis, Alan Ladd, Veronica Lake, Gary Cooper, Ginger Rogers e Cary Grant… in 35mm!
Programma a cura di Ehsan Khoshbakht

Foto: This Gun for Hire di Frank Tuttle (Il fuorilegge, 1942)

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Yuzo Kawashima: l’anello mancante

Kawashima è l’‘anello mancante’ tra cinema giapponese classico e nouvelle vague nipponica. Allievo di Ozu e maestro di Imamura, girò con la cura e la precisione dell’epoca dello studio system e la sgargiante audacia degli anni Sessanta. Per Imamura Kawashima “incarnò il nuovo cinema giapponese con dieci anni d’anticipo”, attestandone l’influenza duratura sul cinema del suo paese, malgrado la prematura scomparsa a soli quarantacinque anni. Le precarie condizioni di salute contribuirono a ispirargli una visione del mondo pessimistica e uno spiccato senso dell’assurdo. Nel suo corpus, drammi realistici intensi e raffinati si affiancano a commedie disinvolte e imprevedibili, in bilico tra satira e farsa. Maestro di stile, Kawashima amava le composizioni elaborate e disponeva con intelligenza i suoi interpreti tra gli arredi e gli attrezzi di scena. Regista di attori, incoraggiava interpretazioni spigliate, chiassose e vivaci in cui la mimica, il tono della voce, la postura, i gesti e i movimenti si combinavano rendendo le caratterizzazioni persuasive e dettagliate. La rassegna proporrà una selezione delle sue opere migliori.
Programma a cura di Alexander Jacoby e Johan Nordström

Foto: Bakumatsu taiyoden di Yuzo Kawashima (Sun in the Last Days of the Shogunate, 1947)

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Le pioniere del cinema sovietico

Non è una semplice nota in calce alla Storia: fino agli anni Cinquanta l’Unione Sovietica fu il paese con il maggior numero di registe attive. Il fatto stesso che si possano citare più di dieci grandi autrici di lungometraggi di finzione e altrettante documentariste, nonché alcune registe di film d’animazione, dimostra il forte impatto della Rivoluzione sul ruolo sociale delle donne in un paese che in teoria doveva essere più ‘arretrato’ rispetto all’Europa occidentale. Nel 2013 Il Cinema Ritrovato ha reso omaggio a Ol’ga Preobraženskaja. Vorremmo continuare con – solo per citarne alcune – la versatile Aleksandra Chochlova (principale collaboratrice di Lev Kulešov), la georgiana Nutsa ‘Nino’ Gogoberidze (il cui unico film, Užmuri, è stato riscoperto l’anno scorso) e Margarita Barskaja (autrice di Rvanye bašmaki, un classico). La rassegna presenterà anche le opere delle pioniere del documentario Ėsfir’ Šub e Lidija Stepanova, accanto ai film di campionesse di incassi quali Vera Stroeva, Nadežda Koševerova e Tat’jana Lukaševič.
Programma a cura di Irène Bonnaud e Bernard Eisenschitz

Foto: Zolushka di Nadezhda Kosheverova and Mikhail Shapiro (Cinderella, 1947)

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Piccolo grande passo: Super 8mm & 16mm

Colori vivaci, poesia della grana, indipendenza: la sezione Piccolo grande passo vi invita ancora una volta ad ascoltare il suono crepitante dei proiettori in sala e a scoprire le opere di quattro grandi artisti visivi che hanno sperimentato con il passo ridotto. Quest’anno proietteremo anche in Super 8mm, un formato che raramente riesce ad arrivare in sala. Tra le altre cose, ci concentreremo sui film a passo ridotto dei Paesi Bassi, in particolare le opere di un artista e cineasta-poeta stranamente poco noto, Henri Plaat, e sugli psichedelici film di una delle figure centrali del cinema indipendente olandese, Barbara Meter. Gli altri due artisti in programma, Helga Fanderl e Peter Hutton, sono accomunati dall’uso squisito dell’occhio cinematografico nel cogliere immagini di chiarezza e purezza straordinarie. Nella nostra continua ricerca dell’essenza del cinema presentiamo inoltre uno speciale apparecchio di proiezione: il meraviglioso Archeoscopio costruito da Jan Kulka.
Programma a cura di Karl Wratschko e Mariann Lewinsky

Foto: Second War Hats di Henri Plaat (1986)

 

 

 

In aggiunta a tutto ciò, continueremo a proporre le nostre sezioni classiche, i cui dettagli verranno annunciati prossimamente:

Ritrovati e Restaurati
Il meglio dei ritrovamenti e dei nuovi restauri provenienti da tutto il mondo, spesso presentati da coloro che i film li hanno girati o restaurati.

Cinemalibero
Rarità e nuovi restauri di cinematografie nazionali che rischiano altrimenti di sfuggire al radar della cinefilia.

Cento anni fa: 1920
Un viaggio nel tempo per ammirare alcuni dei film più belli e sorprendenti realizzati un secolo fa.

1899: cinema anno cinque
Non solo Méliès e le imprese degli operatori Lumière in giro per il mondo. Il cinema delle origini è molto di più!

Keaton!
Il genio della comicità ritorna in nuovi restauri, con l’accompagnamento di musiche dal vivo.

Documenti e documentari
Film sul cinema e documentari classici riportati sul grande schermo.

Il Cinema Ritrovato Kids
Proiezioni e laboratori per il pubblico più giovane e più curioso.

E ancora…
Lezioni di cinema, Il Cinema Ritrovato DVD Awards, la Mostra mercato dell’editoria cinematografica

E non finisce qui! Vi aggiorneremo prestissimo sulle novità che abbiamo in serbo per Il Cinema Ritrovato 2020.

 

 

Cecilia Cenciarelli, Gian Luca Farinelli, Ehsan Khoshbakht e Mariann Lewinsky
I direttori del Cinema Ritrovato