You Never Know Women

William A. Wellman

Sog.: Ernest Vajda. Scen.: Benjamin Glazer. F.: Victor Milner. Int.: Florence Vidor (Vera), Lowell Sherman (Eugene Foster), Clive Brook (Norodin), El Brendel (Toberchik), Roy Stewart (Dimitri), Joe Bonomo (il forzuto), Irma Kornelia (Olga), Sidney Bracey (manager). Prod.: Adolph Zukor, Jesse L. Lasky per Famous Players Lasky Corp. 35mm. D.: 71′. Bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Questo muto del 1926 fu, per ammissione dello stesso Wellman, la sua “ultima possibilità” dopo aver girato con B.P. Schulberg ciò che non esitava a definire un film “incredibilmente atroce” intitolato The Cat’s Pajamas. Da gran virtuoso delle false partenze, Wellman apre con un muratore che solleva una trave proprio mentre questa sta per travolgere una giovane passante (Florence Vidor). A prendersi il merito del miracoloso intervento è però un ricco gentiluomo (Eugene Foster) che ha osservato la scena da un’auto vicina e ha notato l’avvenenza della fanciulla. Quest’ultima lavora in una celebre compagnia russa di varietà, sulle cui prodezze Wellman dirotta la nostra attenzione indagando con ricchezza di sfumature l’arte della recitazione, sul palcoscenico e nella vita. Il mondo del teatro offre a Wellman una delle prime occasioni di esplorare la sua ossessione per la politica dell’identità e la fisicità del lavoro. Ambedue si trovano riunite in una spettacolare carrellata sull’intero cast (del film e della compagnia): sotto le luci abbaglianti di un palcoscenico circondato dal buio pesto gli attori si tolgono le maschere, ma dietro di esse non ci sono che volti truccati da clown. Il film segna il debutto sullo schermo dell’artista di varietà El Brendel, che l’anno seguente interpreterà il ruolo di Herman Schwimpf in Wings fornendo un provvidenziale (e molto wellmaniano) contraltare comico al prestigioso melodramma aviatorio. Calato il sipario, quella che doveva essere l’ultima possibilità si trasformò nel successo che permise a Wellman di sfondare. Nelle sue stesse parole: “Gli dei gli sorrisero: il film vinse un premio e quel pezzente si beccò un aumento di venticinque dollari alla settimana e la regia di Wings“.

Gina Telaroli

 

Copia proveniente da