WENT THE DAY WELL?

Alberto Cavalcanti

Sog.:dalracconto“TheLieutenantDiedLast”diGrahamGreene;Scen.:JohnDighton,DianaMorgan,AngusMacPhail;F.:WilkieCooper;Op.:GeraldGibbs,DouglasSlocombe;M.: Sidney Cole; Mu.: William Walton; Scgf.: Tom Morahan; Su.: Eric Williams, Len Page; Ass. R.: Billy Russell; Int.: Leslie Banks (Oliver Wilsford), Basil Sydney (maggiore Ortler), Frank Lawton (Tom Sturry), Elizabeth Allan (Peggy Fry), Valerie Taylor (Nora), Marie Lohr (Mrs Fraser), C.V. France (il vicario), Johnny Schofield (Joe Garbett), Edward Rigby (Bill Purvis), Mervyn Johns (Charlie Sims), Muriel George (Mrs Collins), Harry Fowler (Young George), Thora Hird (Ivy), John Slater, Eric Micklewood, David Farrar, Norman Pierce, Philippa Hiatt, James Donald, Hilda Bayley, Ellis Irving, Grace Arnold; Prod.; Michael Balcon, per Ealing Studios 35mm. D.: 93’. Bn.

 

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Prodotto nella primavera del 1942, questo primo lungometraggio diretto da Cavalcanti per gli Ealing Studios è un film che ancora riesce a disorientare se non a scioccare per la sua rappresentazione della vita e delle tradizioni di un tranquillo villaggio inglese sotto attacco nemico. Il timore di un’invasione della Gran Bretagna era fortemente paventato dal governo, spesso a buona ragione, ma Cavalcanti trasforma questo spunto, tratto da un racconto di Graham Greene, in una fantasia dallo spirito semi-scherzoso. Travestiti da soldati inglesi e mascherando abilmente l’accento tedesco, i nazisti si insinuano in un ridente villaggio del Bramley End, un luogo talmente affollato dei volti più noti del cinema inglese del tempo da sembrare di famiglia per il pubblico. Cavalcanti gioca proprio con questa familiarità e ci toglie il terreno da sotto i piedi mettendo questi volti così amati in estremo pericolo e mostrandoli mentre difendono con estrema violenza il loro verde e amato paese. Questa violenza si esprime attraverso un montaggio serrato e composizioni fortemente angolate, apporti europei molto distanti dalla serie di composte inquadrature tipiche del cinema britannico tradizionale. Le reazioni della critica furono estremamente contrastanti; c’è voluto del tempo prima che si riuscisse a guardare oltre gli eventi narrati e ad apprezzare appieno questo film per il suo realismo sovversivo, quasi surrealista; così scherzoso verso le abitudini di vita inglesi quanto pieno delle ambiguità tipiche di Powell e Pressburger. Il titolo è preso da una poesia anonima molto famosa all’epoca: “È stata una buona giornata? Siamo morti, e non ce ne siamo accorti. Ma, sani o feriti, Libertà, siamo morti per te.”

Geoff Brown

Copia proveniente da