The Magic Face

Frank Tuttle

T. it.: La grande vendetta. Scen.: Mort Briskin, Robert  Smith. F.: Tony Braun. M.: Henrietta Brunsch. Scgf.: Edward Stolba. Mus.: Herschel Burke Gilbert. Int.: Luther Adler (Janus il Grande/[Karl] Vogel), Patricia Knight (Vera Janus), William L. Shirer (se stesso), Ilka Windish (Carla Harbach), Heinz Moog (Hans  Harbach), Peter Preses (Warden), Manfred Inger (Heinrich Wagner), Jasper Von Oertzen (maggiore Weinrich), Charles Koenig (Franz), Toni Mitterwurzer (Hans), Annie Maiers (Mariana). Prod.: Mort  Briskin, Robert Smith per Columbia Pictures Corp. 35mm. D.: 88′. Bn.

info_outline
T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Che si tratti della spettacolarità di Norimberga o dei processi di Mosca, l’elemento scenico assume un’importanza primaria: esso detta non solo le forme della storia, ma la storia stessa. Basti aggiungere che tutti i dittatori dell’epoca erano appassionati di cinema. Per questo motivo The Magic Face non è solo uno sfoggio di talento attoriale, ma qualcosa che incarna l’essenza della sua epoca, collocando l’attore (come fece Lubitsch nel brillante Vogliamo vivere!) al centro della politica mondiale. 
Il protagonista Karl o ‘Janus il Grande’ è interpretato da Luther Adler, famoso attore teatrale e volto noto del grande schermo (e fratello di Stella Adler), qui in una delle sue migliori prove. Il primo assaggio è la sua imitazione dei notabili del tempo: Mussolini, Hailé Selassié e Chamberlain. Un giorno si reca al suo spettacolo un personaggio ancora più celebre, Hitler in persona, che con un semplice gesto ordina alla moglie di Adler di seguirlo. La seduzione (gesto inusuale per Hitler, il cui ricco repertorio di vizi non comprendeva la lascivia) non resta impunita. Il brillante imitatore cerca di opporsi alla situazione, ma viene arrestato. Grazie al suo talento evade travestendosi da guardiano, poi impersona un ufficiale nazista e riesce infine a diventare cameriere personale di Hitler.
Il dittatore vero beve un bicchiere di latte avvelenato e il suo cadavere viene bruciato, mentre la moglie di Luther, Vera (nella quale possiamo ravvisare somiglianze con Eva Braun), si ritrova nuovamente di fronte al marito che ha assunto le sembianze di Hitler (quasi a rispecchiare la Hollywood dell’epoca, con gli attori immigrati antifascisti che interpretavano i ruoli dei peggiori criminali nazisti).
The Magic Face si apre con il grande giornalista William L. Shirer che in mezzo alle rovine davanti al bunker di Hitler ci racconta con fare impassibile una storia inventata. È la persona giusta per farlo, dato che in questo caso la realtà era più improbabile della finzione. Il film appartiene a un’interessante minoranza dell’estesa produzione di Frank Tuttle (il cui film migliore potrebbe essere considerato il noir This Gun for Hire); il regista era un membro del partito comunista fin dagli anni Trenta, e quando girò The Magic Face era in difficoltà a causa delle liste nere. Il film era sceneggiato da Robert Smith e Mort Briskin, che ne erano anche i produttori.

Peter von Bagh

Copia proveniente da